The Zombies: Time Of The Season - Recensione e video su HVSR.net
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Facce rassicuranti, più o meno

The Zombies

Time Of The Season

«Scegliemmo quel nome nel 1962. Fu Paul Arnold, il nostro primo bassista, a insistere: nessun altro avrebbe mai scelto quel nome. Io ero l’unico a sapere vagamente cosa volesse dire, i morti che camminano di Haiti eccetera. Arnold lasciò la band poco tempo dopo, prima che facessimo un disco» (Rod Argent).

Visto che La Notte Dei Morti Viventi è del 1968 e Io Sono Leggenda del 1954 – il romanzo di Richard Matheson cui era ispirato il film di Romero faceva riferimento a vampiri, ancorché con qualche variante – la sostanza è che, pur subendo una scelta altrui (la categoria del resto è notoriamente priva di una volontà propria), i primi Zombies a riscuotere una certa notorietà nel mondo furono quelli di St Albans, trenta chilometri da Londra.

In verità in patria non piacquero quanto negli Usa, dove arrivarono al secondo posto con She’s Not There e al sesto con Tell Her No, entrambe pubblicate nel 1964. Quel che è più interessante è che, coerentemente, il loro maggiore successo arrivò quando la band era morta da un pezzo.

Nel 1967 ad Abbey Road, mentre i Beatles incidevano Sgt. Pepper's..., il quintetto giunse al proprio personale capolinea durante la lavorazione del secondo album Odessey And Oracle. Pubblicato postumo nel 1968, colpì così tanto Al Kooper, organista di Like A Rolling Stone e You Can’t Always Get What You Want ma anche A&R della CBS, che fino al 1969 insistette per far pubblicare Time Of The Season come singolo.

Giustamente, perché fece avere un altro n.2 in Usa (e n.1 in Canada) a un gruppo già da tempo trapassato. I britanni continuarono a schifare la band, e ancor oggi tendono a parlarne solo in circoli estremamente vintage (Mojo e dintorni), ma in Nordamerica Time... è diventata un’emblema della nostalgia per i 60's e ricorre spesso nelle colonne sonore, se bisogna ricreare l’atmosfera dell’epoca. Ogni tanto Odessey... finisce pure in qualche classifica dei più grandi album di tutti i tempi (Rolling Stone, 2009).

Il gruppo imbastì una reunion solamente nel 1997. Solo uno di loro, il chitarrista Paul Atkinson, è deceduto, nel 2004. Fino ad oggi non ha dato altre notizie.

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