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Contro gli zombi funziona solo un’arma: il banjo

Sufjan Stevens

They Are Night Zombies!! They Are Neighbors!! They Have Come Back From The Dead!! Ahhhh!

Che poi gli zombi non son mica solo quelli di George Romero, assassini con la bava di sangue che t’inseguono con lo sguardo fisso nel vuoto, per contagiarti.

Prendete Sufjan Stevens. Nel discone Come On Feel The Illinoise, in cui l’artista evoca e reimmagina lo Stato dell’Illinois, c’è una canzone titolata They Are Night Zombies!! They Are Neighbors!! They Have Come Back From The Dead!! Ahhhh!. E lì ci sono gli zombi e c’è pure una citazione di Romero, del suo La Notte Dei Morti Viventi in un verso che dice «We are awakened with the axe / Night of the living dead at last».

Ci sono gli zombi, si diceva, che si scrollano la terra dalle spalle. Non sono morti viventi affamati di carne umana. Sono i fantasmi del passato. Sono le comunità dell’Illinois cancellate dalla storia che tornano per tormentarci. Inseguono noialtri vivi per lanciare un monito: non scordateci, non dimenticate la storia, coltivate il passato o farete la nostra fine.

They Are Night Zombies è una canzone sulla necessità della memoria, che è talmente pressante da assumere le sembianze di uno zombi. Trattandosi di Sufjan Stevens, non si tratta di una vignetta horror, figuriamoci.

È un pezzo quasi funk che s’insinua lentamente con un arrangiamento d’archi molto ritmico. C’è pure un coro di zombi-majorette minimaliste (nel senso di Steve Reich) che fa lo spelling di "I-L-L-I-N-O-I-S" e di posti dimenticati come "B-U-D-A", 538 abitanti, 2,5 chilometri quadrati di superficie e un bar su Main Street che si chiama – giuro – Buda Bar.

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