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Circle

Kill City

I lettori di HvsR non badano alle apparenze; altrimenti i Circle e il loro aspetto, uhm, stravagante avrebbero poche possibilità di passare la selezione all'ingresso.

Questa compagnia di fricchettoni finlandesi è in giro da oltre venticinque anni e ha già realizzato una lista lunga così di album in studio e dal vivo, ma solamente nel 2017 ha goduto di un contratto discografico – con l'attenta etichetta statunitense Southern Lord – che le garantisse un’esposizione capillare, tra le altre cose.

Il gruppo guidato da Jussi Lehtisalo se l’è giocata bene. Terminal, infatti, è un lavoro che ridefinisce il concetto di “eclettismo”, senza traboccare nella sperimentazione fine a se stessa. Sei canzoni – lunghezza media: sette minuti – che vanno dall’hard rock anni '70 ai confini del metal estremo, passando con una disinvoltura strabiliante per la psichedelia, il krautrock e lo stoner.

Potrebbe sembrare la solita insalata del nord con tanti ingredienti e poco sapore, sulla carta; nella musica dei Circle, invece, c’è una visione folle e armoniosa al tempo stesso. E il riff roboante di Kill City vale la discografia di tanti gruppi metal che vanno per la maggiore, oggi.

Lassù a Pori gira roba strana, ma che evidentemente funziona bene.

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