Pearl Jam: Alive - Recensione e video su HVSR.net
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Pearl Jam

Alive

Alive: l’abusata, inflazionata, sentitissima “monster song” dei Pearl Jam. Quella che per prima li ha proiettati nell’olimpo delle rockstar, ben incastonata come una gemma rara nell’album d’esordio Ten.

Una scelta fin troppo scontata, quella di includerla in questa playlist.

Il fatto è che Alive ha una storia non scontata, e non conosciutissima.
Il primo a metter la voce su Alive fu proprio Andy Wood, in un periodo in cui la canzone portava un altro titolo - Dollar Short. Era un pezzo strumentale sviluppato su un giro di chitarra di Gossard; un pezzo che era stato addirittura provato per un’eventuale inclusione nelle sessioni di registrazione di Apple, il primo e unico album dei Mother Love Bone.

Dollar Short però non piaceva a nessuno, e non aveva passato la selezione. Nessuno nella band riusciva a trovare il proprio ruolo in quella canzone, in apparenza così semplice. Gilmore non aveva individuato il giusto giro di batteria, Andy non aveva trovato le giuste parole.

C’avevano provato, i Mother Love Bone, a portarla in giro; l’avevano suonata - prima e unica volta - al Satyricon di Portland – nel 1989. Andy aveva cantato un testo approssimativo. E il risultato era stato pessimo.

Dopo la morte di Andy, la versione strumentale di Dollar Short (con la chitarra complementare di Mike McCready, la batteria di Matt Cameron e Chris Friel, il basso di Jeff Ament), sarebbe finita sui famosi “Stone Gossard Demos 90”, fatti circolare alla rierca di un batterista e un cantante.

Da qui in poi, la storia è nota.

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