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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Frizzle Fry: a pesca con Les Claypool

Il debutto dei Primus, anche a distanza di anni, si conferma un disco che è tutto un programma: rispettato puntualmente fino in fondo.

Il racconto del nulla nella vita di un giovane pescatore, che sprofonda in un oceano di succhi petroliferi e nottate porno-spaghetti, in compagnia di un messicano strafatto. Più che un semplice disco, Frizzle Fry è un vero e proprio romanzo di formazione.

  • Artista: Primus
  • Titolo: Frizzle Fry
  • Anno: 1990
  • Tracklist:
    • To Defy the Laws of Tradition – 6:42 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Groundhog's Day – 4:58 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Too Many Puppies – 3:57 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Mr. Knowitall – 3:51 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Frizzle Fry – 6:04 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • John the Fisherman – 3:37 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • You Can't Kill Michael Malloy – 0:25 (musica: Matt Winegar)
    • The Toys Go Winding Down – 4:35 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Pudding Time – 4:08 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Sathington Willoughby – 0:24 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Spegetti Western – 5:43 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • Harold of the Rocks – 6:17 (testo: Les Claypool / musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
    • To Defy – 0:36 (musica: Les Claypool, Larry LaLonde, Tim Alexander)
  • Formazione:
    • Les Claypool – voce, basso
    • Larry LaLonde – chirarre
    • Tim "Herb" Alexander – batteria, percussioni

Primus: figli adottivi del thrash metal

Un ragazzo solitario trova pace nella pesca.
John the Fisherman

Spesso si dice che il meglio di una band sia all’inizio, nel primo disco. Ma se tutti i luoghi comuni, in determinate situazioni, possono corrispondere alla verità, ecco che nel caso dei Primus e di Frizzle Fry troviamo qualcosa che via via si è sbriciolato e perduto nei pur ottimi lavori successivi.

Come per tutti i debutti, è un lavoro che riguarda solo relativamente le persone che in effetti hanno inciso i brani. È un paradosso, ma sovente succede che proprio la line up ufficiale che ha realizzato un determinato disco abbia poco o nulla a che vedere con quanto è stato registrato. Sia per Larry LaLonde che per Tim “Herb” Alexander, rispettivamente il chitarrista e il batterista “storici” dei Primus, è stato così: non hanno scritto le canzoni (giusto arrangiate) e, per loro stessa ammissione, è possibile capire la portata creativa del trio più noto nella storia dei Primus, in parte nel secondo e soprattutto nel terzo album. Al quarto già collassano.

Les Claypool è la mente, il collante e l’anello che tiene insieme l’intera storia di questo progetto weirdo-rock quanto lui stesso. E il metal che, nel pastoso stile funk rock del gruppo, sembra in apparenza azzeccarci poco, ma in realtà è fondamentalmente la lupa che ci ha messo il latte per tirare su uno strano essere piovuto dagli scaffali del progressive più bizzarro. Senza i Blind Illusion, il bassista dei Primus non sarebbe stato ciò che è. Per esempio non avrebbe incontrato Larry LaLonde, che all’epoca di Frizzle Fry era salutato da tutti i giornalisti come uno degli allievi di Joe Satriani che ce l’avevano fatta e solo dai più ferrati come reduce dei dimenticati Possessed.

Da par suo, Larry si è inserito nel tessuto stilistico del gruppo in punta di nota, portando un sound acuto e acetato che non aveva alcuna parentela con il thrash e il death delle prime esperienze. Il partner più duraturo di Claypool non ha mai fatto valere la propria formazione heavy estrema. Sembrava piuttosto volersene affrancare, usando i Primus per rifarsi un’identità artistica.

Li riconoscete, i due partner in crime?

L'amico messicano

Il posto in cui Les e i metallari suoi amici sono cresciuti si chiama El Sobrante, una cittadina nella baia di San Pablo, parte della famosa baia di San Francisco che ogni metallaro conosce genericamente con il nome di Bay Area. Claypool va in classe con Kirk Hammett e fuma erba in cortile con Marc Biedermann, parlando compulsivamente dei Rush e sognando insieme a lui di formare un gruppo abbastanza strano per starci dentro entrambi. Un po’ come quel John che voleva fare il pescatore, perfettamente descritto in una delle canzoni più note dei Primus, John the Fisherman: una saga in quattro episodi,che potete godervi in successione lungo il primo poker di lavori del gruppo.

Ma attenzione: nella storia di John non c’è alcun concetto rivoluzionario, anarchico o satirico. Bisogna infatti chiarire che i testi dei Primus non sono come quelli di Frank Zappa: Claypool racconta le proprie esperienze personali. A tal riguardo, se vogliamo, possiamo dire che Frizzle Fry è in gran parte un concept su di lui e il suo amico messicano GC, il cui vero nome è Curtis Gomez, che racconta, parlando del periodo trascorso insieme a Claypool e soprattutto della routine relativa agli anni di gestazione creativa che poi è confluita nel disco:

Eravamo sempre fatti, amico! L'intera faccenda dei testi è stata scritta sotto l’effetto delle droghe. Non c’è molto sotto quei versi, capisci? Non leggerci chissà cosa. Io vendevo impianti idroelettrici per mio zio, ogni mattina facevamo il pieno di canne e ci addormentavamo. Poi ci alzavamo e uscivamo verso le sei o le sette di sera, andavamo a San Francisco ed entravamo nei club gratis. Tornavamo a casa intorno alle due e mezzo del mattino e scattava la fase delle videocassette e delle coppe di gelato Ben & Jerry's prese al 7-Eleven dietro l'angolo. Ci sparavamo i film della mia collezione di VHS (che al tempo era ben fornita) e intanto Les scarabocchiava cose su un quaderno. Lo faceva tutto il tempo. C’è tutto questo e un bel po’ di angoscia in pezzi come Pudding Time, The Toys Go Winding Down e Spegetti Western.
Curtis Gomez

Curtis è citato in quei testi («C.G. The Mexican is a friend of mine / We used to sit around the house watching Evil Dead») e a lungo ha continuato a bazzicare i Primus, lavorando alle luci nei loro tour per nove anni mentre suo fratello Link realizzava le copertine.

Non solo vino e marmellate, a sentire quei due.

Più pesce, meno petrolio

Ma torniamo alla pesca. La “faccenda” di John è solo una dedica alla principale passione di Les dopo il basso. Tutti i ragazzi di El Sobrante passavano intere giornate al largo della baia di San Pablo a farsi canne e stringere canne, sognando e catturando pesci grossi così. Nei pressi di ogni luogo di pesca della baia c’era una raffineria di petrolio e tante persone che vivevano in quei centri lavoravano in quelle fottute raffinerie. Capirete quindi cosa il petrolio abbia sempre rappresentato per gente come Les.

Considerate quanto la raffineria abbia contribuito non solo a uccidere i sogni di tanti ragazzi come Claypool, costretti a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 a mollare gli strumenti e farsi assumere colà. E considerate l’enorme inquinamento che le raffinerie producevano nelle acque della baia, “veneficando” la sola via di fuga romantica – arte esclusa – concessa a quei ragazzi durante il giorno. La pesca, appunto.

Le cronache di John il pescatore sono toccanti, per certi versi avvicinano il rock poco ordinario dei Primus alla narrativa breve di Hemingway, soprattutto a partire da Fish on (Fisherman Chronicles, Chapter II), apice di Sailing the Sea of Cheese. Ma se rimaniamo su John the Fisherman, ci troviamo una rabbia trattenuta, una profonda frustrazione dietro il ghigno casereccio di Claypool, che esprime proprio la conflittualità territoriale ed esistenziale con il mondo industriale della raffineria e la via di fuga rappresentata dalla pesca e dalla musica.

La creatività è il modo per Les di vendicarsi del dominio prepotente della raffineria sull’esistenza dei ragazzi di El Sobrante. Frizzle Fry è un romanzo di formazione sghembo e stonato, consumato su un divano-cimitero di acari millenari e antichissime scorregge da un paio di ragazzi che si lasciavano riempire le notti da vecchi film western italiani e soft porno, pensando al nuovo giorno di lavoro sempre più vicino a cominciare, con troppo poco tempo per dormire e assolutamente un oceano di minuti in cui tenere a galla la propria ansia, per una vita che non riconoscevano ma che era pur sempre l’unica e sola a disposizione.

Virtuoso col basso, ancor più virtuoso con la canna (e con le canne).

Tutta una sfilata di mostriciattoli

Frizzle Fry resta il lavoro definitivo dei Primus. Pieno di rabbia e di paura per un futuro plumbeo e vorace, messo in rima su un campionario di slappate furiose e intricati fraseggi ritmici, gli stessi che avevano impressionato e atterrito James Hetfield durante il provino con i Metallica del 1986. Les ci spalma sopra la vocetta irritante e sorniona, a volte paragonata allo stile un po’ sconclusionato, poetico e affabulatorio di Tom Waits, ma che a livelli di raucedine non ha nulla da spartire, poiché è più una via di mezzo tra un politico spregiudicato del Sud e un lascivo cantante folk.

In qualche modo, il mondo dei Primus sembra una versione per adulti del Dr. Seuss, uno dei più grandi autori per bambini del globo, i cui libri, come da tradizione, esprimono una certa, sinistra, ambiguità. Ecco, una tale ambiguità, nel caso dei Primus, è percepita in misura ancora maggiore. Il signor “So Tutto Io” (Mr. Knowitall), il realmente esistito Mick Malloy (You Can’t Kill Michael Malloy), il più volte già citato John il pescatore, e più avanti Tommy the Cat, Mud l’assassino, Mr. Krinkle scorrono davanti a noi in una minacciosa sciarada di mostri all’angolo della strada. Via via che i Primus maturano, caricano l’andatura stramba e cartoonesca di Frizzle Fry con ombre che appaiono sempre più inquietanti.

Tapping ne abbiamo?

La risata sguaiata di Les Claypool si trasformerà poi in un gorgoglio famelico in Pork Soda, finché non ci sarà più granché da sorridere nei successivi e pur belli Tales from the Punchbowl e Brown Album. Ma su queste fasi torneremo magari un’altra volta.

Primus Les Claypool 

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