New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Corpus Delicti: Twilight
Piccoli dark crescono

Il crepuscolo degli innamorati, in bianco e nero.

In seguito all’abbandono di Manu, mentre le radio spingono Friday I’m in Love dei Cure nell’estate del 1992, i Corpus Delicti diventano un quartetto con il reclutamento di Franck Amendola alla chitarra e Sébastien Pietrapiana alla voce. Se lo stile asciutto e preciso del primo è quello che mancava alla sezione ritmica per riuscire a completare il suono che il gruppo aveva in testa, è Seb il vero jackpot. Quest’ultimo, infatti, con il suo versatile cantato baritonale alla Peter Murphy (capace però di raggiungere anche le note alte), sarà una delle carte vincenti della band, grazie anche a una presenza fisica notevole e a una naturale predisposizione per il palco, che lo renderà negli anni il centro cruciale nelle esibizioni dal vivo.

Ri-registrate le canzoni del primo demo con la nuova lineup in modo da sostituire il nastro da mandare in giro a fan e promoter, l’urgenza per un vero e proprio album comincia a farsi sentire. Le label del settore sembrano disinteressate, ma i Nostri non demordono e decidono per la semi-autoproduzione. Il negozio di dischi Hit Import, infatti, aveva già pubblicato un album tre anni prima (Encore… dei Playboys, misconosciuto gruppo di rock’n’roll-garage locale), e di lì in poi sarebbe divenuto una delle label di riferimento per i francesi. Avvolto in una minimale ma elegante copertina in bianco e nero (quella colorata è stato un capriccio della ristampa tedesca su Glasnost Records, succursale new wave della Glasnost Music), Twilight racchiude il meglio degli ultimi due anni passati in sala dai Corpus Delicti. Uscito a inizio 1993, è un album senza tempo, che potrebbe essere stato pubblicato nei primi anni Ottanta come oggi: nessun filler (escludendo le canoniche intro e outro), nessun calo di tensione, solo grandissime canzoni. La band macina riff come se non ci fosse un domani, e la fantasia negli arrangiamenti e nell’interpretazione è la carta vincente che la differenzia dal branco.

Si passa dalle sfuriate acide (Lorelei) alle ballate romantiche (Dust and Fire), dalle reminiscenze wave più articolate e “up” (Mirror Wall) ai sabba neri (Poisoned Dead Flowers), fino al post-punk meno post (Absent Friend, con tanto di grido modello Joe Strummer all’inizio); il tutto mantenendo un livello qualitativo altissimo, soprattutto tenendo conto che si parla di un debut album. Non ci si annoia nemmeno per un secondo, e l’ascolto attento non solo farà volare le anime degli amanti del genere, ma drizzerà le orecchie anche a chi certa musica la suona: impossibile rimanere indifferenti di fronte alla sezione ritmica fantasiosa e mai banale, ai fraseggi ipnotici della chitarra e a una voce così espressiva.

Non c’è traccia di America: qui è la decadenza inglese che incontra il lato più mediterraneo della poesia francese, per un matrimonio perfetto che nessuno in quel periodo storico era riuscito a rendere così unico. La title track ne è un esempio lampante: Fender Precision chorussato con equalizzatore a V in primo piano, percussioni tribali affascinanti e mai invasive (che una volta tanto considerano i piatti come qualcosa di più che una padella su cui scandire i quarti), chitarre che vanno e vengono come ondate a infrangersi sugli scogli e una voce espressiva come non mai. Pur non essendo una delle loro hit da dancefloor (quelle arriveranno dopo), rimane forse il perfetto biglietto da visita per chiunque si chieda “ma che musica fanno?”.

A compendio del brano è stato anche girato un videoclip, unico nella storia della band, forse un po’ naïf e homemade, ma che resta una splendida polaroid di un tempo che fu, quando le cose si facevano perché si sentivano davvero e non per ricevere un like in più.

Corpus Delicti 

↦ Leggi anche:
Traccia: Corpus Delicti: All That Scares
Traccia: Corpus Delicti: Broken (First Mix)
Traccia: Corpus Delicti: Chaos
Traccia: Corpus Delicti: Dragon Song
Traccia: Corpus Delicti: Dusk of Hallows
Traccia: Corpus Delicti: Head Cut
Traccia: Corpus Delicti: Masquerade
Traccia: Corpus Delicti: Motherland
Traccia: Corpus Delicti: The Acrobat

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!