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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Depeche Mode: Hole To Feed (Sounds of the Universe, 2009)
La copertina del (doppio) singolo. Il vantaggio del digitale è potersi sganciare dall'annosa questione: qual è il lato B?

Depeche Mode
Hole To Feed (Sounds of the Universe, 2009)

Insoddisfazione cronica.

Altro brano a firma Dave Gahan / Christian Eigner / Andrew Phillpott (come già Suffer Well sul disco precedente), Hole To Feed è uscito come terzo singolo (insieme a Fragile Tension) di Sounds of the Universe a dicembre del 2009. Come già negli altri brani a firma Gahan, anche in questo caso il tratto autobiografico è evidente: il “buco da riempire” in continuazione è uno stato mentale perverso che il cantante sente di avere (tranquillo Dave… siamo in tanti). “Riguarda il fatto che penso sempre che ci sia qualcos’altro là fuori - una persona, una relazione, una droga, un’avventura, qualunque cosa - che possa finalmente soddisfare i miei bisogni”, ha spiegato in un’intervista alla giornalista tedesca Steffen Rüth. “E quando cedi alla persona o all’idea che ti sta ossessionando, ne esci comunque insoddisfatto. Va sempre così. Non importa di che si tratta, non importa di quanto stiano andando bene le cose o di quanto sia felice. C’è sempre qualcosa che non riesco a raggiungere. In quei momenti esce fuori il mio cinismo, la mia disillusione. E’ un tratto del mio personaggio che non mi piace più, ma non posso semplicemente spegnerlo: cerco però di metterlo in pausa ogni volta che posso.”

Scritto come brano più lento, in studio il produttore Ben Hillier aumenta i bpm e mette in evidenza la sezione ritmica. Il risultato è uno dei pezzi migliori del disco, purtroppo non più incluso nelle scalette dei tour dopo Tour of the Universe.

Del video si occupò Eric Wareheim, scelta decisamente curiosa e - a valle del risultato - piuttosto criticata. Noto negli USA per essere parte del duo comico Tim&Eric (genere: surreale / provocatorio / demenziale, e in ogni caso qui potete farvi un’opinione in autonomia), Wareheim riuscì bene nell’intento di realizzare un video che si allontanava da tutto quello che i DM avevano realizzato in passato. Nel bene e nel male, diciamo.

Depeche Mode Ben Hillier Depeche Mode 

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