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Di fiamme che non consumano candele.

Che cosa fai quando scopri che la donna che vive al tuo fianco da più di tre decenni ha una bruttissima malattia? Ovviamente ti prendi cura di lei e poi, superato l’ostacolo, se il tuo mestiere è quello del songwriter, magari provi a esorcizzare l’accaduto con un disco. Non importa che le canzoni siano state in gran parte scritte prima degli eventi: che tu lo voglia o meno, il significato ricade sul vissuto e viceversa. Così è per Robert Forster, che in The Candle and the Flame riporta come d’abitudine le lancette dell’orologio ai magnifici Go-Betweens di fine anni Ottanta, partendo per forza di cose da un’altra maturità artistica e umana. Ne deriva un lavoro che per svariati motivi oltrepassa la – si fa per dire – "semplice" musica.

Per le premesse, la realizzazione e l’esito, certo. Perché è stato registrato a Brisbane nei giorni in cui la moglie di Robert, Karin Bäumler, si trovava nelle condizioni di poter suonare. Perché davvero è un affare di famiglia cui prendono parte gli amici più stretti, attraversato dalla necessità ineludibile che hanno certi messaggi nella bottiglia scagliati contro il destino. Da qui un arredo minimale, i toni più che mai accorati e vibranti, il saggio autoriale profondo, elegante ed esemplare.

Dovendo scegliere un brano da un massaggio per l’anima che restituisce sorrisi dolceamari, opto per questo secco ma flessuoso folk rock modernista che dipana la cronistoria di una relazione mentre disegna un’ode alla persona amata. Stavolta, la fiamma non ha bruciato nessuna candela. 

robert forster 

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