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Corinne Bailey Rae: New Tork Transit Queen
Sun Rae

Corinne Bailey Rae
New Tork Transit Queen

Icona pop inglese o eroina garage punk newyorkese?

Se è vero che l’R&B jazzoso e poppeggiante da classifica è finora servito da roccaforte sicura, per Corinne Bailey Rae era probabilmente tempo di cambiare rotta. Black Rainbows, il suo nuovo lavoro di quest’anno, co-prodotto con suo marito, Steve Brown, porta l’eroina di Leeds a lidi più meditabondi, articolati e ruggenti, e per la prima volta nel suo catalogo solista va a ripescare direttamente quei gusti formativi che erano stati L7, Belly e Veruca Salt, senza soccombere sotto un pastiche a buon mercato.

Rae ha parlato di una metamorfosi personale ispirata da una visita del 2017 alla Stony Island Arts Bank di Chicago, un vasto archivio di vita nera pilotato dall’artista multidisciplinare Theaster Gates. Lì, ha visto una sorprendente istantanea del 1954 di Audrey Smaltz, allora vincitrice di un concorso di 17 anni, in posa sorridente sul retro di un camion dei pompieri. La foto ha scatenato l’immaginazione di Rae per New York Transit Queen, forse uno degli stendardi del nuovo disco, proprio grazie al suo slancio vertiginoso verso un garage-punk stradaiolo e sbarazzino. Una veste con cui la Rae sembra decisamente trovarsi a suo agio, anche inserita in un compendio di canzoni che ben si confezionano intorno a queste tonalità, senza smembrare totalmente il passato più soffuso.

In meno di due minuti di durata, il singolo diventa il banner tematico del progetto ancor più che la title track in collage elettronico, rimembrando piacevolmente le tonalità di una Karen O e i suoi Yeah Yeah Yeahs. Basta guardare la potente versione versione live offerta chez Josh Holland per capirne di più. Cantando a squarciagola della sua giovane eroina tra vivaci battimani, la Rae suona la sua chitarra come una cheerleader, pronta ad accogliere tutte le ragazze che hanno bisogno di una nuova icona in cui credere.

Piace ricordare che la stessa Smaltz ha continuato a lavorare alla Ebony Fashion Fair e a stabilire una presenza permanente nel mondo della moda: come Rae, la sua è una storia di coraggiosa autodeterminazione. I tempi, forse, son quelli giusti e piace altresì pensare che le hit radiofoniche hanno forse abbandonato quei toni smielati di un pop probabilmente consunto. Che l’attenzione verso un pubblico con le orecchie più fini sia di nuovo cosa sperata? Nei due minuti di New York Transit Queen sembra davvero così.

Corinne Bailey Rae 

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