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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Cloth: Never Know
Almeno lei un profilo migliore ce l'ha

Il bello di incrinarsi, a distanza di sicurezza dal punto di rottura.

Se qualcuno vi chiede un modo semplice ma perfetto per catturare l’essenza e il mistero di una classica prima mattina scozzese – quella dolce umidità fredda, ricamata su una fitta coltre di nebbia che potrebbe contenere moltitudini di pomeriggi sereni – servitegli i Cloth. Meglio se insieme a un bicchierino di whisky dello Speyside speziato alla cannella.

Inquietanti e incantevoli allo stesso tempo, prendono la delicatezza disperata dei Daughter e la mettono in risonanza con il groove dolciastro dei primi XX. Vogliamo andare più indietro, senza paura di dirla grossa? Ok, caliamo due carichi: Galaxie 500 e Cocteau Twins.

La voce di Rachel Swinton raramente va oltre il sussurro, mentre i suoni – chitarre stoppate o ridotte a semplici armoniche, beat e drum machine smorzati sul nascere, synth decadenti che sanno di vetro incrinato – con cui il gemello Paul la accompagna giocano con gli spazi vuoti per sottrazione senza mai risultare monotoni, anzi, spesso filtrando con nervosi accenti sincopati, come in questa enigmatica Never Know

«Keep it simple / Like an old joke» canta Rachel in Pigeon, uno degli altri due singoli estratti da Secret Measure. E visto che i due non sono tipi che predicano bene e – per rimanere in tema di piccioni – razzolano male, questo è proprio il mantra a cui si votano anima e corpo. Il risultato è la colonna sonora di una qualche intimità voyeuristica, che però non disdegna di uscire dall’ombra per strusciarsi su una specie di dancefloor del desiderio, esattamente quel tipo di desiderio di ballare che inizi a sperimentare dopo aver sorseggiato la giusta quantità di vino. Vino buono, s’intende.

Monocromatici, diranno i detrattori – senza realizzare che, anche se sbiadito e seppiato, altro non stiamo ammirando che uno splendido arcobaleno. Monodimensionali, insisteranno le malelingue. Ma quando la dimensione scelta è così deliziosa, sfido chiunque a perdere tempo ed energie per cercarne un’altra. Sarebbe masochismo allo stato puro, sarebbe darsi la zappa sui piedi.

Cloth Rachel Swinton Paul Swinton 

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