Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Billie Eilish in una graphic novel

Un formato inedito per un'artista inedita.

In tanti hanno provato a raccontare Billie Eilish, ma nessuno l’aveva ancora fatto per illustrazioni. È recentemente uscito per Centauria Billie Eilish: la bad guy del pop: una guida introduttiva alla Eilish, in un format bizzarro come lei, un po’ graphic novel e un po’ fumetto, che ne racconta gli esordi e la vita rocambolesca. È un libro che si può leggere, guardare, colorare. Le illustrazioni sono di Paolo Moscheni, le parole della “nostra” Valeria Sgarella. Ne pubblichiamo un estratto per gentile concessione dell’editore.

Billie Eilish era ancora una ragazzina quando ha trovato il successo planetario con l’album When We All Fall Asleep, Where Do We Go?. Ora che da poco è entrata nel mondo degli adulti, ha già collezionato una serie di riconoscimenti e traguardi, tanto da aver già quasi raggiunto lo status di “classico”. Grazie alla sua spregiudicatezza nel trattare tematiche difficili, Billie è diventata una credibile portavoce della Generazione Z, nonché una delle protagoniste del pop mondiale. Billie Eilish: la bad guy del pop parla delle persone a lei vicine, e dell’inossidabile sodalizio con il fratello Finneas, delle sue battaglie e della sua idea di musica.

Un ragno per amico

Billie Eilish ha una soglia della pau­ra fuori dal comune. Nel senso che è altissima. Di certo, non soffre di aracnofobia. I suoi fan più affezionati (ma ormai è cosa abbastanza nota) sanno che nutre un grande amore per i ragni. Fino a novembre 2019 aveva un’enorme tarantola “da compagnia”, di colore blu scuro.

Si chiamava Cools. Chi ha visto il video della canzone You Should See Me in a Crown, avrà notato decine di gigante­schi ragni camminarle addosso, il che già mette a dura prova chi è facilmente im­pressionabile. Poi, colpo di scena, arriva il momento in cui un altro ragno, grosso e peloso, le esce lentamente dalla bocca. Lei, impassibile. Una botta allo stoma­co. La prima cosa che viene da pensare è che si tratti di un pregevole lavoro di animazione digitale in fase di montaggio.

Proprio per niente: è tutto vero! Tant’è che ci sono volute una decina di take per otte­nere la scena buona. Prima di procedere alle riprese, Billie ha voluto assicurarsi che i ragni non avrebbero sofferto. Si è convinta al cento per cento quando la proprieta­ria delle creature le ha detto che loro amano stare in posti umidi e bui – dunque, non avrebbero sofferto nella sua bocca. Nes­suno di quei ragni, però, è quello perso­nale di Billie. La sua tarantola, quella che teneva a casa, veniva presentata solo a pochi, selezionati ospiti.

Come, ad esem­pio, il conduttore televisivo inglese James Corden. In una puntata del noto show Carpool Karaoke, Billie invita Corden nella sua cameretta, gli appoggia Cools su una mano, e poi esce, mollandolo lì, pietrificato dal terrore. «Pensavo che sa­remmo diventati amici» è stata l’unica cosa che lui ha trovato il coraggio di dirle. E non si riferiva certo al ragno.

La "bad guy" scala le classifiche

Immaginate di sentire una canzone per la prima volta. Immaginate che, per ascoltarla meglio, smettiate di fare quel che stavate facendo. In genere, significa che quella canzone vi piace.

Se questo vi è successo nella prima­vera del 2019, è probabile che quella can­zone fosse Bad Guy di Billie Eilish: una bizzarra, incalzante perla pop-elettronica che in automatico vi avrà messo in moto la testa e le gambe. Bad Guy è il secon­do singolo di Billie a scalare le alternative chart americane dopo il precedente Bury a Friend.

Il pezzo si apre con una breve intro – un ridanciano scambio di battu­te su un apparecchio dentale tra Billie e suo fratello catturato nella loro stanzet­ta, come un fuorionda. Poi parte la cassa della batteria che riproduce il battito del cuore, e che si snoderà per (quasi) tutta la canzone. La produzione pare semplice, ma in realtà ha richiesto un gran lavoro.

La base ritmica, cadenzata e decisa, è sor­retta da tanti piccoli effetti. Il ritornello è praticamente strumentale – un particolare abbastanza anomalo nella produzione pop odierna. È una canzone che, a tratti, ha la struttura della filastrocca, con un cantato che però si fa disturbante, anche per le di­storsioni della voce. Il testo in sé descrive una dinamica di coppia in cui il maschio fa il gradasso, vantandosi continuamente di essere un “bad guy”, trasgressivo, non allineato eccetera, e la ragazza alla fine ri­paga con la stessa moneta, diventando a sua volta “il cattivo di turno”. Insomma: una lettura innovativa del concetto di pa­rità di genere.


Un dubbio ci attanaglia: pennarelli o smalto per le unghie?

🕷️ Potete acquistare il libro qui, o meglio ancora potete chiederlo al vostro libraio di fiducia (o anche uno di cui vi fidate pochino) 🕷️


//

Un grazie a chi ci sostiene!
Humans vs Robots parla di musica dal 2016, e cerca di farlo bene. E lo possiamo fare grazie a chi ci sostiene abbonandosi, e garantendo che articoli come questo possano essere letti da tutti.

Sei già abbonato? Accedi!