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Alexisonfire: Sans Soleil
Canadesi perbene

Il Canada è ancora cool. E pure un po’ emo.

Non citare gli Alexisonfire tra i ritorni più attesi di questo 2022 è impossibile. Almeno per la generazione che ha, negli anni Duemila, assistito al saliscendi di tutte quelle realtà punk-hardcoreggianti che tiravano ancora le fila di una moda specifica, sia da radio che da balera rock. A metà tra la nostalgia e l’attenzione alle nuove uscite meritevoli, dunque: eccoci qui nel mezzo.

Otherness sarà infatti il loro primo progetto completo da Old Crows / Young Cardinals del 2009, che sembrava aver sancito la fine di quella musica più aggressiva, comunque già affievolitasi rispetto al ben più ardito album omonimo d’esordio, in favore di progetti come i City and Colour (band del membro fondatore Dallas Green).

L’ultimo brano della band post-hardcore canadese – che segue l’altrettanto gradevole Sweet Dreams of Otherness – è l’intrigante e heartfelt Sans Soleil. Nonostante il titolo, non ha molto da spartire con il capolavoro di Chris Marker, ma (almeno a guardare il video) si situa verso un orizzonte visivo più horror glamour. Attingendo ad alcuni testi ancora legati a quell’emo tanto caro, scritti dal chitarrista della band (nonché frontman dei Gallows Wade MacNeil), Sans Soleil esplora argomenti tra cui l’amore, la speranza, l’autoironia e il supporto degli altri durante i periodi bui. «È più facile amare qualcun altro / che essere gentile con se stessi / ciò che è più difficile è far entrare qualcuno / mi amavi quando non potevo amare me stesso / non potevo amare me stesso», canta appunto Green nella seconda strofa della canzone.

Benrientrati nelle righe, dunque, ai canadesi. Solo in parte su un nuovo tracciato, diciamo più a metà tra vecchio e nuovo, comunque convincenti e decisamente in grado di farci ripensare senza rancore ai momenti, belli e brutti, che hanno contraddistinto un certo passato prossimo.

Alexisonfire Dallas Green 

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