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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Adwaith: Wedi Blino
The three sisters?

Reagire alla stanchezza con un profumo adolescenziale.

La bellezza è caduca. C’è chi vive male questa condizione e chi invece se ne frega altamente e affronta la vita con un sorriso spensierato stampato in faccia. Piace pensare che le gallesi Adwaith facciano parte di quest’ultima categoria, non fosse altro perché la loro musica fa trasparire emozioni tutt’altro che grigie.

Wedi Blino ad esempio: un brano fresco, spontaneo, arioso, che nasconde nell’apparente e solo accennata malinconia quel senso di sollievo quando pensi che si, alla fine c’è ancora tempo e speranza per cambiare le cose. Quella sensazione tipica degli anfratti che si creano tra gli alti e bassi dell’adolescenza – prolungata o meno – che fanno vedere il futuro più tragico di quello che è, ma con molte vie d’uscita e margini di miglioramento (in realtà poi spesso preclusi con il passare degli anni).

Lo stile compositivo e l’approccio ai brani odora di post-punk non troppo abrasivo, di indie pop lontano dalle mode, di urgenza espressiva priva di mille inutili orpelli. Chitarra, basso, batteria, voce per un trio al femminile che (se solo il buon gusto riuscisse a imporsi nelle orecchie instagrammate della gente) potrebbe davvero far parlare molto di sé.

E se non capite una parola del testo, tranquilli: non è inglese, è gallese.

Adwaith 

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