Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Wu-Tang Clan: Careful (Click, Click)
The W – 2000
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Ritorno alle origini, anzi alle iniziali.

Dopo una seconda stagione di lavori solisti qualitativamente buoni ma che finiscono per saturare il mercato, il Clan decide di tornare alle sue origini: via la magnificenza produttiva (e un po’ autoriferita) di Wu-Tang Forever, via tutto quello che non serve.

Sono anni in cui l’hip hop più radiofonico si contamina maggiormente, incorporando ritmi più ballabili e melodie più cantabili, mentre quello più sperimentale (giro Anticon e simili) tende ad astrarsi. RZA e compagni, dal canto loro, scelgono di asciugare il più possibile e tornare a un minimalismo che si concentri sull’ossatura portante dell’hip hop: basso e batteria, ritmo e flow. Nel farlo si aprono anche a collaborazioni esterne quanto mai prima d’ora. Una virtù che nasce dalla necessità, visto che durante la registrazione dell’album Ol’ Dirty Bastard è in carcere – e così benvenuti Snoop Dogg, Nas, Redman e Busta Rhymes.

Non che il tutto si risolva – in The W – in un mero passatismo nostalgico. I fasti dell’esordio del Clan sono guardati con zero rimpianti e retromania, ma con orgoglio delle proprie origini – come nel contagioso funk di Protect Ya Neck (the Jump off)e senza rinunciare a guardare il futuro. Basta vedere, ad esempio, gli intriganti glitch su ritmica canonicamente boom bap di un pezzone come Careful (Click, Click), o gli inquietanti archi cinematici di Redbull.

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