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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Ol’ Dirty Bastard: Brooklyn Zoo
Return to the 36 Chambers: The Dirty Version – 1995

Ol’ Dirty Bastard
Brooklyn Zoo

Frankenstein rap.

Se Method Man è il talento più immediato del Clan, Ol’ Dirty Bastard è sicuramente quello più inafferrabile e imprevedibile. Il suo flow è un Frankenstein deforme di registri continuamente inanellati, senza soluzione di continuità: metriche assurde, urla, gemiti, risate, canti storti, colpi di tosse, cori, sputi e rutti per uno stile ammaliante e vulcanico nella sua grezza bulimia. Attenzione però a non scambiarlo per un semplice istrione da circo: incastri così disparati infilati in sequenza con un’infinità di switch, assecondando un fraseggio che solo lui è in grado di sentire, sono un trattato di talento che nella storia del rap si è sentito raramente.

Il suo esordio arriva nel ’95, un rituffo – esplicitato già nel titolo – nelle atmosfere del debut collettivo di due anni prima. RZA, al solito produttore di quasi tutto, la gioca di intelligenza: nel costruire addirittura un intero disco che possa reggersi sulla follia di ODB, lavora in sottrazione. I beat sono scarni, basati su un’ossatura ritmica di basso e batteria e poco altro, ma di qualità. Intuisce infatti che il palcoscenico vada interamente lasciato alla voce e al flow dello sporco bastardo, così camaleontici e in grado di catalizzare interamente l’attenzione se lasciati liberi di spaziare ovunque gli vada.

Dei due singoli estratti, se Shimmy Shimmy Ya è quello più conosciuto e di successo, Brooklyn Zoo è quello più ruvido e amato: boom bap classicissimo e loop di piano, con un’invettiva di ODB diretta verso un non precisato avversario. Hip hop puro, al suo meglio.

Ol’ Dirty Bastard 

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