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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Nirvana: Big Cheese
The big cheese of grunge

Nirvana
Big Cheese

“Big cheese” è un termine informale che indica un “pezzo grosso”, una carica alta e influente.

Kurt – che allora si firmava “Kurdt” – Cobain scrisse questo pezzo con una persona precisa in testa, una presenza quasi ossessiva nella sua vita: Jonathan Poneman, capo della Sub Pop, che lo punzecchiava di continuo affinché, con i Nirvana, producesse un pezzo “commerciale”.

Cobain era contemporaneamente ossessionato e lusingato dalla presenza di Poneman: un’ambivalenza che avrebbe permeato gran parte delle vicende legate al successo della sua band.

Big Cheese uscì nel 1988 come lato B del primissimo singolo dei Nirvana con la Sub Pop, Love Buzz, che fu anche il primissimo dischetto del fantomatico Singles Club (i quarantacinque giri in edizione limitata e su vinile colorato riservato agli abbonati).

Non da ultimo, finì nell’album d’esordio, Bleachripubblicato in versione rimasterizzata dalla Sub Pop nel 2009.

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