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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Low: Lies
How Low

Low
Lies

«I ragazzi erano tutti esaltati dal rumore nel 1993», diceva Alan Sparhawk, metà del duo fondante dei Low (l’altra metà è la moglie, Mimi Parker), riferendosi al periodo in cui la band emetteva i primi vagiti da Duluth, Wisconsin. Sparhawk , tra l’altro, è originario di Seattle, che ha in comune con Duluth il clima orrendo.

Seppur in modo discontinuo, i Low lavorano con la Sub Pop dal 1997, anno in cui pubblicavano il singolo Venus/Boyfriends & Girlfriends; lo slowcore più esasperante come risposta al grunge.

Da allora, ne sono passati di dischi memorabili nel setaccio del tempo, il migliore dei quali è senz’altro Ones and Sixex del 2015 (parere parziale e incontrovertibile della scrivente). Un album, questo, che vedeva alla produzione quel BJ Burton che ha partecipato anche al recente e acclamato Double Negative.

Lies è la perfetta chiusura di questa playlist.

E i Low sono il passato e il futuro della Sub Pop – sì, ci piace pensarli così.

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