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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Margo Price: Hands Of Time
La ragazza è hot

Margo Price
Hands Of Time

Una delle cose migliori che la musica americana ci ha dato nel 2016 è il disco di questa narratrice, che in Hands of Time distilla il meglio del country anni ’60-70 per raccontarci la sua storia personale — e per la cronaca, il titolo del suo album, Midwest Farmer’s Daughter, è un omaggio a Loretta Lynn, ma anche una frase di Good Vibrations dei Beach Boys. In canzoni di questo genere torna tutto: la voce che sottolinea ogni sfumatura drammatica del testo senza strafare, la melodia classicissima e agrodolce, l’arrangiamento dove s’incastrano linea di basso, rifiniture di chitarra, archi e organo, un mondo d’immagini condensate in sei minuti. Il padre perde la fattoria quando lei ha 2 anni; lei che cresce e lavora duramente per ricomprarla; il viaggio verso Nashville con 57 dollari in tasca; i concerti, l’alcol, gli uomini; il primogenito morto. L’idea assurda e però così concreta d’essere vittima di una qualche maledizione cosmica.

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Margo Price: A Little Pain

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