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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

The Pogues: Boys from the County Hell
Don't mess with them.
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Alex DeLarge e i suoi fedeli Drughi in giro per l’Irlanda.

The Pogues
Boys from the County Hell

Un inizio degno di un soundtrack western morriconiano per un pezzo che andrebbe studiato da chiunque avesse sentito parlare del punk folk e volesse azzardarsi a farlo. Anche se i Pogues non hanno mai avuto le chitarre distortissime dei loro emuli, e la loro strumentazione sia sempre stata grosso modo quella delle sessions nei pub irlandesi, o al limite degli hillbillies degli anni ‘30, è tutta una questione di attitudine, e non c’è davvero niente di più punk di Boys from the County Hell.

Il “don’t give a damn” tipico del ‘77, l’esercizio dell’amata ultraviolenza (anche se, come ammesso nel testo, la spacconaggine potrebbe non corrispondere a realtà: «I recall we took care of him one Sunday / We got him out the back and we broke his fucking balls / And maybe that was dreaming and maybe that was real / But all I know is I left that place without a penny or fuck all»), e infine quel senso di dannazione biblica e di vivere in una mitologia tipico irlandese, che copre come una patina di polvere persino il resoconto dei pestaggi di una gang e il loro bullarsela (perché al cavaliere nero non je devi caca’ er cazzo).

Anche l’elenco delle parentele fa parte della retorica: mio padre, dice Shane, era un blueshirt (la frangia di estrema destra dell’IRA, praticamente), mia madre teneva un bordello, e mio fratello si è guadagnato le sue medaglie stuprando donne vietnamite a Mỹ Lai. E noi, ragazzi dalla Contea Inferno, abbiamo la sete di sangue di una gang di diavoli. Un mix delizioso, corredato da una formula di augurio che più irlandese non si può: «And it’s lend me ten pounds and I’ll buy you a drink».

Ah, lo sapete che il primo gruppo di Shane si chiamava The Nipple Erectors, e che quello pre-censura dei Pogues era Pogue Mahone – dal gaelico póg mo thóin – e cioè “baciami il culo”?

Fabio Mancini
Fabio Mancini

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