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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Lesbians on Ecstasy: Tell Me Does She Love the Bass
Prese bene
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Queercore Montréal.

Lesbians on Ecstasy
Tell Me Does She Love the Bass

Le Lesbians on Ecstasy (alias Lezzies on X) sono una band che varrebbe la pena di ascoltare solamente per il nome. E infatti l’electroclash proposto (quella mistura di elettronica e punk) ci fa sentire parte di una serata particolarmente frizzantina in una dancefloor colorata di colori sintetici durante la quale – non si sa come – ci ritroviamo a muovere la testa di fianco al subwoofer. Decisamente poco consci di quello che sta succedendo.

Niente di particolarmente innovativo o che goda di messaggi attivisti degni di nota (anche se in realtà il primo album è stato nominato da qualche stendardo LGBT come The Advocate disco dell’anno), ma rappresenta un ottimo, piccolo contrappunto per il restante tono dei racconti che popolano i locali di Montréal: il classico indie benpensante e malinconico.

Tell Me Does She Love the Bass è un buon anthem simil-goa per prendersi bene (o male, a seconda del trip) in una notte brava, bella e alcolica (se non stupefatta da altre sostanze). Un reworking della hit del 1988 di Melissa Etheridge Like the Way I Do in versione party harder canadese.

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