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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Iron Maiden: Burning Ambition
Sorrisi e sudore, anche nel lato B
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Ambizione in fasce, ma già infuocata.

Ecco uno dei primissimi brani scritti dalla band londinese, probabilmente da Harris ancora quando si trovava nei Gypsy’s Kiss. Uscita come B-side del singolo Running Free e poi recuperata nella riedizione del 1995 del primo disco e nel Best of the B-sides contenuto nel cofanetto Eddie’s Archive, Burning Ambition è uno di quei brani culto per gli aficionados, che dovrebbe diventare parte fondante della grande storia dei Maiden.

Già, perché nei suoi brevi – ma incisivi – 2 minuti e 42 secondi di durata troviamo alla batteria Doug Sampson (già nell’EP di debutto The Soundhouse Tapes del 1978) e la mano del produttore Guy Edwards, che incide il pezzo nel dicembre 1979, poco prima che arrivassero nella band Dennis Stratton e Clive Burr.

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Perfettamente concepita in fratellanza con Running Free, la canzone si lega a concept tipici (volontà di ribellione, libertà giovanile) di tutta una generazione, da sempre insofferente sia ai vincoli della legge che a legami sentimentali opprimenti. Il giovane metallaro qui infatti chiede alla donna di lasciarlo andare e di allontanarsi da lui, per non soffrire troppo a causa della sua ambizione, che sicuramente brucerà tutto quanto dovesse trovare sulla sua strada.

Profetico a dir poco, Burning Ambition è sicuramente un bel tema con cui spegnere le candeline dell’anniversario della band.

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