Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Dark Tranquillity: Remain in the Unknown
With great beard comes great responsibility
↤ Tracce

Dove imparerete cos’è il fenomeno dell’apofenia.

Dark Tranquillity
Remain in the Unknown

Il cambiamento fa bene – chiedetelo ai Dark Tranquillity, che negli ultimi quattro anni hanno perso due pezzi storici del gruppo come Martin Henriksson (il quale per non lasciare adito a dubbi, l’ha messa giù brutale: «Ho perso ogni passione riguardo alla musica suonata») e Niklas Sundin (più sfumato, in sostanza non ha più voglia di suonare live, il che nel 2020 è chiaramente una motivazione inoppugnabile).

Poco male: i due dimissionari in secca motivazionale sono stati prontamente sostituiti e il risultato è un disco finalmente ispirato dall’inizio alla fine, come non succedeva da tempo. Un brano come Remain in the Unknown è lì a dimostrarlo: e perdonerete l’elenco puntato, ma i motivi sono più d’uno ed è bene metterli in chiaro, come fosse la lista della lavandaia di Eco (nel senso di Umberto):

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Dark Tranquillity: Forward Momentum

  • perché c'è l'alternato clean/growl dove Stanne dimostra una volta di più che sa anche cantare, e pure bene, con la sua voce bassa da crooner che viene dal freddo;
  • perché Reinholds (una delle nuove leve in sostituzione di Niklas "heavy bottom" Sundin) si produce in alcuni dei migliori solo del disco;
  • perché è la prima canzone dei DT e una delle pochissime nel death metal che usa anche scale maggiori;
  • perché anche liricamente è un bel brano, incentrato sulla apofenia, ovvero la tendenza a intuire connessioni tra oggetti, persone, avvenimenti apparentemente inesistenti (non credete – ho dovuto cercarlo anch'io su Wikipedia).

Morale della storia: mentre voi in pieno lockdown facevate gli aperitivi tristi davanti a Zoom, Mikael Stanne si studiava l’opera omnia di Klaus Conrad – lo psichiatra tedesco che definì appunto questo fenomeno. E ora lui (Stanne) è fuori con un nuovo ottimo disco, e voi avete solo il fegato un po’ più grosso. Vi paiono abbastanza connesse le due cose? No? Apofenia!

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