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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Oxbow: Cold & Well-Lit Place
28 Agosto 1963: Martin Luther King durante il suo celebre discorso davanti al Lincoln Memorial di Washington

La ricompensa di una lunga attesa.

Gli Oxbow sono tornati, questa è una delle notizie del 2017. Notizia che, almeno qualche fedele appassionato, ha aspettato con pazienza per dieci anni esatti.

Perchè un’attesa così lunga? A quanto parte un po’ per scelta, un po’ per cause di forza maggiore. Dove, nello specifico, la causa di forza maggiore si chiama Joe Chiccarelli, storico sound-engineer della band, che aveva co-prodotto anche il precedente The Narcotic Story, e con il quale Eugene Robinson e soci volevano tornare a tutti i costi a collaborare anche in occasione del nuovo disco. Solo che il buon Joe è un tipo tanto richiesto quanto impegnato e quindi prima ha dato buca perchè doveva lavorare con Jack White, poi ha finto di non sentirci perchè era bloccato dietro al mixer dell’ultimo album di Morrissey e a un certo punto ha fatto il vago adducendo motivazioni non plausibili come una certa promessa fatta a Alanis Morissette. «And that was a bitter pill to swallow. I don’t mind being bumped for Jack White or Morrissey but Alanis Morissette?». In effetti, come dar loro torto?

Comunque, tutto è bene quel che finisce bene: alla fine Chiccarelli ha trovato un paio di settimane da dedicare ai vecchi amici e ci siamo ritrovati tra le mani Thin Black Duke, che già nel titolo cita David Bowie, ma solo per rivoltarlo come un calzino e tirarne fuori il lato oscuro. Come al solito ogni tentativo di etichettatura va a farsi benedire e nessuna combinazione di qualunque genere vi venga in mente è sufficiente per descrivere il livello di scrittura ormai raggiunto dai quattro di San Francisco.

In questo senso, il primo singolo, Cold & Well-Lit Place — con il suo incedere quasi Mr. Bungle-sco, quel riffettino di chitarra che avrebbe potuto fare la fortuna di almeno un paio di James Bond e la ben nota, inimitabile, voce che ti raschia via ogni sicurezza — mette subito il dito nella piaga e non lascia scampo.

Avremmo voluto sentirlo da dei ventenni incazzati, invece che da gente ormai brizzolata e un po’ “demodé”. Ma temo che sarebbe stato chiedere troppo.

Oxbow 

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