New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Nadine Shah: Mother Fighter
No, non sono Elisa.

Nadine Shah: la musulmana di seconda generazione che coi pregiudizi ci fa dei gran riff.

Una constatazione amara, prima di cominciare: non è un bel momento per le voci femminili. Una dichiarazione forte, lo so, in presenza del Natale, quando è ovvio e incontrovertibile che esista solo Mariah Carey.

Voci femminili ce ne sono; ma sono vocine. Tutte dolenti emule di Enya. Tutte flebili e sensibilone. Mancano le vocione. Quelle cartavetrate, ubriache, profonde.
Quelle che in studio non subiscono il trattamento lucidante dell’autotune. Per questo e altri motivi, quando ho sentito di nuovo la voce di Nadine Shah, mi sono cosparsa di luce.
Cantautrice inglese con madre norvegese e papà pakistano, Nadine Shah dal 2012 ha sfornato due Ep e tre album. L’ultimo, Holiday Destination, è già dalla copertina, una ferita aperta.

Nadine è una musulmana di seconda generazione, residente nel nord dell’Inghilterra: la categoria di riferimento per chi ama riunire in un sol gruppo quelli che si fanno esplodere o che stendono gente a caso nelle piazze, a bordo di camionette o fuoristrada. Ed è questa sua appartenenza, con tutti i pregiudizi che ne conseguono, la materia grigia dei suoi testi.
Il tutto incorniciato da pezzi carichi di post-punk/industrial, mirabilmente governati da Ben Hiller, l’uomo al comando dell’indie-rock inglese, che con la cupezza si paga il mutuo da almeno un decennio (Elbow, The Horrors, Editors, Doves, ma soprattutto Depeche Mode).

La speranza è che, nel dicembre del 2018, ci si ritrovi qui a celebrare la grande annata di Nadine, e il suo definitivo sdoganamento.
Basta però che non la chiamiate “Cantantessa”.

Nadine Shah 

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!