A palla è meglio.
A volte c’è bisogno di alzare il volume della musica. Di lasciare che le preoccupazioni del momento scivolino via grazie alla forza delle note, di farsi travolgere e trasportare, di sfogarsi. Ghost Rider è un pezzo perfetto per questo tipo di attività, uno di quelli da mettere a palla, lasciarsi contagiare dalla sua energia e poi, eventualmente, discutere con i vicini in merito al volume dello stereo.
Un vortice ipnotico, magnetico, pieno di rabbia e di vitalità in un formidabile crescendo che mette insieme le fulminanti scariche di batteria di Jonathan Boulet, il sassofono di Kirsty Tickle e il suo cantato che si trasforma in un urlo liberatorio. I Party Dozen del resto sono riusciti a ritagliare un loro spazio nella scena rock alternative con una formazione originale che prevede soltanto batteria e sassofono, oltre a una serie di campionamenti utilizzati ad hoc, come in questo caso, e a una grande capacità espressiva.
Nel corso del tempo, hanno sempre di più aggiustato il tiro della loro particolare formula, rinnovandosi e diventando più accessibili: Crime in Australia, uscito nel 2024, è un album che ci mostra a pieno tutte le loro potenzialità. Sarà interessante vedere come continueranno il loro percorso.