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Metal Church: F.A.F.O.
Un sorriso? Un fiorino!
| Lo leggi in 2 minuti

Power metal sotto steroidi.

Troppo duri per essere semplicemente heavy metal e troppo poco spigolosi per essere thrash, i Metal Church hanno – ingiustamente – vissuto in un limbo che non li ha mai fatti veramente risaltare nel florido mercato degli anni '80. È un peccato, perché sicuramente avrebbero meritato di più (anche rispetto a band molto più blasonate), ma tant'è.

Tornano oggi con una formazione rimaneggiata, dove tra tutti spicca David Ellefson, ex Megadeth, uno dei bassisti migliori della sua generazione, che ormai da troppi anni sta subendo un backlash puerile per questioni strettamente private (bisognerebbe, una volta tanto, lasciarsi alle spalle i meme idioti e tornare a parlare di musica). Con lui Ken Mary dietro le pelli (ex Flotsam & Jetsam), Brian Allen dei Vicious Rumors alla voce, oltre alla coppia d'asce storica formata dal fondatore Kurdt Vanderhoof e dal sodale Rick Van Zandt.

Ed è qui che la cosa si fa interessante, perché il nuovo singolo dei Metal Church risulta davvero convincente sotto ogni punto di vista: questi vecchietti riescono a far convivere diverse tipologie di songwriting, facendole confluire verso una canzone spacca-ossa, cantata come si deve, prodotta come si deve, eseguita come si deve. Come dire, cazzuta e tosta.

Varrebbe dunque la pena, per chi non li avesse mai approfonditi, usare questo nuovo singolo come galvanizzante punto di partenza per poi andare a ritroso alla ricerca della loro discografia, assolutamente non avara di buona musica fatta bene. 

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