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Art School Girlfriend: The Peaks
Beata solitudine
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Aggrapparsi alle proprie fragilità per non cadere giù.

Polly Mackey passeggia trafiggendo il freddo di scorci naturali inglobati da un silenzio surreale: Art School Girlfriend, come ben sappiamo, incarna il solo project come riscoperta di se stessi. Il denudarsi (psicologicamente) e il riscoprirsi vulnerabili quando si è da soli, ora non più nella circoscrizione di una cameretta, bensì nell'ampio respiro della natura.

Già L.Y.A.T.T. ci metteva in risonanza con le frequenze dell'acqua, gorgogliante di un electro-pop che sbirciava in casa della gallese Kelly Lee Owens, facendo sobbalzare sui beat dichiarazioni d'amore essenziali.

In maniera ben diversa agisce The Peaks: la Mackey prosciuga le esuberanze sonore, imbrigliando la traccia a un cotonato ambient folk dall'elettronica risicata – dream pop partorito da nubi fosche, ma innocue. Le percussioni si disfano nel vento, i synth glitchati scaricano come deboli fulmini a distanza di chilometri, le vocals ondeggiano e tremano di fragilità e resilienza («Frame the mountains you like / I wanna give you the peaks / Don't slip / Hold me») in una traccia debitrice di Ex:Re e Not for Radio, che fa dell'ariosità il suo punto focale – qui arrivano in aiuto le gentili distensioni electro dei Moderat.

Tanto (apparentemente) scarna, quanto intensa, The Peaks sussurra e urla al contempo, messaggera di un Lean in (in uscita il prossimo marzo) che sembra aver già individuato anticipatamente il suo apice emotivo.

art school girlfriend polly mackey 

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