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Agnostic Front (feat. Darryl DMC McDaniels): Matter of Life & Death
Tatuaggi e rughe quasi per tutti

Agnostic Front (feat. Darryl DMC McDaniels)
Matter of Life & Death

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La rabbia (diversamente) giovane sulle strade di NYC.

Due padrini dell'hardcore e il featuring di un mostro sacro dell'hip hop: quasi due secoli, se sommiamo le età dei tre. L'altisonanza dei titoli e l'anagrafe potrebbero indurre a pensare a un'operazione nostalgia, ma saremmo sulla strada sbagliata. Per indirizzarci su quella giusta bisogna sapere che i suddetti godfathers rispondono ai nomi di Roger Miret e di Vinnie Stigma, due che in fatto di strade e ambienti pericolosi e sottoproletari sono stati maestri. Le due colonne degli Agnostic Front nelle case popolari e negli squat del sovraffollato Lower East Side dei primi anni Ottanta ci hanno passato la peggio gioventù. Da protagonisti della scena HC di New York più pigra, muscolare, dall'aspetto macho operaio, a volte frettolosamente accusata di fascismo. Di sicuro una scena più orientata all'autenticità che alla raffinatezza, a voler semplificare.

L'autenticità, insieme al vizio di dirle sempre in faccia, accomuna i Nostri a Darryl "DMC" McDaniels, cofondatore e MC dei Run-D.M.C., leggendari pionieri dell'hip hop, fermentato negli stessi anni e nella stessa città. La sua voce entra in Matter of Life & Death dopo che Miret ha esordito con «Cammino per strada con la rabbia dentro», tanto per far intendere lo stato emotivo di base. I ritmi hardcore non sono velocissimi come nel resto delle altre tracce di Echoes in Eternity – tredicesimo album del gruppo, fuori per Reigning Phoenix Music – ma l'aggressività, la sorprendente vitalità, il suono crudo e implacabile si mantengono agli stessi, alti livelli.

Abituati al crossover fin dai tempi di Cause for Alarm (1986), quando si incontrarono hardcore e metal e i testi di Peter Steele generarono scazzi e discussioni per le spiccate simpatie conservatrici, gli Agnostic Front stavolta incrociano gagliardamente la propria furia con il ghigno dell'hip hop old skool. Che poi è lo stesso che mostra Vinnie Stigma negli ultimi secondi del video girato da Blake Farber, quando al gioco delle tre carte, gestito miezz'a via da McDaniels, il chitarrista con il sigaro sembra scegliere quella giusta. Una carta che pare a metà tra un asso di picche e la sagoma di un cadavere, quei chalk outlines che la polizia traccia per terra con il gesso. Questione di vita e di morte.

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