Cinque eminenze britanniche per l’incrocio delle grandi occasioni.
«I can see a phantom» cantano spiritati i Big Special e il primo pensiero che ci sovviene è quello di Kids See Ghosts di Kid Cudi e Kanye West, ma questo è un altro mondo. Un mondo che unisce periferie, melodia ed epica, con una divisione molto chiara.
Jason Williamson sputa rime accompagnato dal lieve ondeggiare della capoccia di Andrew Fearn, nuotando nella mediocrità della società. Dal canto loro, il duo formato da Joe Hicklin e Callum Moloney riesce a sospendere tutto il brano in una zona onirica, una sorta di brutto sogno dove la realtà lorda le nostre aspirazioni. Fortunatamente a squarciare questo mediocre grigio arriva nientemeno che Brienne di Tarth da Il Trono di spade! Già, è proprio Gwendoline Christie a prendersi le barre più feroci e aggressive, con una forza e una disperazione che, nonostante la linearità della produzione, riesce a lanciare The Good Life direttamente nell’iperspazio.
Difficile pensare sulla carta come sposare universi tanto distanti, ma se i risultati sono questi allora che ci siano più ardite ammucchiate del genere! Un brano rap, soul, teatralmente efficace, tanto da poter abbozzare una barriera, una difesa contro queste temibili forze ultraterrene. Fondamentalmente una posse track, che ben rappresenta il quartiere e la Terra intera, dato che, alla fine, ogni mondo è paese.
sleaford mods gwendoline christie big special joe hicklin callum mook andrew fearn jason williamson sleaford mods (feat. gwendoline christie & big special)