Un dito medio inzuppato nel bimber.
Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: tra tutte le città italiane Roma rimane una delle piazze più in fermento per quanto riguarda la scena dark underground. L'unico appunto che si potrebbe fare è che spesso questi gruppi non escono molto dalla regione, anche forse per colpa di promoter che non se la sentono di rischiare. C'è da sottolineare però che qualcuno negli ultimi anni è riuscito a bucare questo velo di scetticismo, come This Eternal Decay o Date at Midnight, senza contare nomi sacri come Spiritual Front – band che ormai sono molto più spesso all'estero che in terra natia.
Ma attenzione, perché sono arrivati a gamba tesa i Minatov! Se l'impressione avuta dopo un primo ascolto è valida, probabilmente il prossimo nome che potrebbe girare su alti livelli è quello del gruppo in questione. Nonostante la band sia al debutto, tra le sue file ci sono volti ben noti nell'ambiente capitolino con esperienze pluridecennali in altri gruppi, motivo per cui non ci sarebbe da stupirsi se avvenisse un piccolo botto.
Il livello qualitativo del singolo di debutto è già alto di per sé ed è sempre un piacere ritrovare certe sonorità fatte come si deve, con competenza, sì, ma ancora madide di passione: è proprio questo il caso di Ony My, un death rock venato di gothic sparato a mille all'ora con un cantato ostico ma incisivo (in polacco), dove all'irruenza punk si mescola sapientemente il gusto dell'arrangiamento a effetto e mai scontato. L'interpretazione è eccellente, la ballabilità anche e bla bla bla… ma insomma, che ve ne frega della ballabilità, spacchiamo tutto e vaffanculo! Oh, finalmente.