Sbilenco ma non troppo.
Viviamo in un'epoca in cui ogni cosa è perfetta, senza errori, e, quando ci sono, essi vengono nascosti sotto badilate di effetti, intelligenza artificiale, auto-tune, quantizzazione o tutto quello che vi pare. Ecco allora che una canzone come questa Tornare indietro di Marco e i Sysma, pur risultando sotto molti punti di vista imperfetta, riesce a catturare l'attenzione analogica dell'ascoltatore. Il merito va, paradossalmente, proprio ai difetti, che la rendono innegabilmente più vera, sincera e sentita rispetto a quanto l'algoritmo a caso tenti di propinarci quotidianamente.
Troviamo un autore a modo suo ispirato, sicuramente limpido nella sua proposta, che se ne frega del dettaglio a tutti i costi preferendo tirare fuori subito quello che ha dentro, in un gesto quasi catartico. Assoluto punto di forza del singolo è un ritornello memorabile, costruito su melodie e armonizzazioni che nascondono ore di ascolto di David Bowie/Suede (ovviamente in questo caso le similitudini vanno prese con le pinze), che già dopo il primo ascolto si stampa in testa, grazie anche a una voce zoppicante, sì, ma assolutamente d'effetto.
Di sicuro qualcosa di diverso, che fa tornare in mente un certo tipo di new wave cantautorale italiana tanto decantata da critica e pubblico, magari meno professionale rispetto alla scena estera ma comunque pregna di ottimi spunti e vitalità. Tornare indietro potrebbe diventare il refrain che vi ritroverete a fischiettare senza pensarci durante l'arco della prossima settimana: mica male.