Anche l’ultimo Dylan è già un classico.
Facile dire di fermarsi a due come Swanz the Lonely Cat e Vincenzo Vasi. Viene da immaginarseli, a spegner la luce dando un'altra mano di buio su un cuore smemorato. Arduo compito anche per due personaggi come loro, che scelgono una via sofferta e insieme pura per affrontare Forgetful Heart (la cover uscirà per una compilation chiamata Knockin' on Freedom's Door), un brano di Bob Dylan piuttosto recente, calcolando che stava su Together through Life del 2009. Un brano che forse, composto da un sessantottenne, grida a un muscolo cardiaco non più così tonico e reattivo, compagno fidato che comincia a perdere i pezzi dei propri amori.
Il theremin di Vincenzo Vasi arriva quasi come un occhio esterno sopra una situazione difficile, su un uomo rotto dal dolore e barcollante. Intorno a lui il suo banjo, un giradischi, un letto, un quadro e una pianta spoglia. Plastikwombat (entità creativa formata da Silvia Vaulà e Paolo Grinza) si occupa come spesso con Swanz del lato grafico e cinematografico della faccenda, portando questo dialogo verso un'oscurità intima. Il personaggio si anima, mette addirittura Dylan sul piatto spogliandosi della vestaglia e cercando di riacquistare un decoro, una coperta per il proprio cuore.
Cresce una sorta di rabbia, una forza che porta a un contatto con il vento smosso dalle note, mentre ormai la disperazione sembra aver preso il sopravvento. Ci si corica, si smette di pensare, si rimane cullati dal suono della propria resa. Chissà chi l'avrà vinta e chi riuscirà a risollevarsi?
Del resto la vita è una corsa verso un baratro, la luce si affievolisce via via e la coppia qui in esame conferma come dall'oscurità possano uscire frutti saporiti e nutrienti. Ci resta soltanto la musica, che a volte sembra il soffio del vento e altre volte si mescola con il folk. Musica fatta da gente di una volta, con la scorza dura, capace di lacrimare senza perdere l'espressione impassibile del viso. Gente che sa dare indicazioni al proprio cuore, pregandolo di non smettere di battere ancora.
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