Il crepuscolo degli dei, tra case abbandonate e messe lasciate a metà.
Il mondo di Nero Kane si muove lungo direttrici crepuscolari che ricercano il mistero della vita attraverso il diafano interstizio che la separa dalla morte. Proprio in quello spazio insondabile troviamo una religiosità rielaborata in forma di misticismo southern declinato come un canto gregoriano per antichi riti di passaggio. Siamo di fronte a un dark folk innestato in un alveo ambient con ondivaghi connotati di psichedelia occulta. La circolarità nella struttura dei brani tratteggia una scrittura basata sul peso delle sospensioni, valorizzando concettualmente i vuoti piuttosto che le algide saturazioni che innervano le innodie del cantato. La musica possiede una propria valenza di inesorabilità, collocandosi nello spazio-tempo di un immaginario requiem apocalittico che non è esaltazione della fine, bensì della liberazione che verrà.
A tre anni di distanza da Of Knowledge and Revelation Nero Kane pubblica il nuovo For the Love, the Death and the Poetry di cui As an Angel's Voice costituisce la traccia anticipatrice dell’album, veicolato dal video diretto da Samantha Stella, controparte di un consolidato dualismo artistico. Nei rintocchi degli oltre nove minuti c’è l’inquietudine di trovarsi di fronte a chiese abbandonate, case con le porte spalancate e lasciate all’improvviso per salvarsi dalla spallata devastante di un’imminente tempesta.
In un tempo di distruzione e falsi profeti, oggi Nero Kane sembra sintonizzarsi con le frequenze ieratiche di Kristin Hayter (a.k.a. Lingua Ignota), con riferimento a Sinner Get Ready del 2021. Il cantato volutamente monolitico e riverberato di Nero Kane parla di lande di purificazione postmoderne, in cui si guarda ogni giorno lo scorrere delle immagini di esecuzioni di pene capitali come fosse mero intrattenimento. Oggi più che mai è necessario trovare nuovi equilibri per sopravvivere al peso del peccato ma, soprattutto, della fede.