Fluttuare tra le costellazioni.
Penso a quanto sia stato importante, ai tempi, il contatto tra Melody Prochet e Kevin Parker: con ogni probabilità l'evoluzione di Melody's Echo Chamber – già talentuosissima di suo – non avrebbe raggiunto tali livelli di raffinatezza.
E se da un lato i Tame Impala hanno abbandonato man mano la rotta psych per perseguire il feeling elettronico, l'artista francese sembra aver fatto nido nella sua bolla sognante, a cesellare minuziosamente il taglio etereo del suo sound.
Unclouded uscirà a dicembre, mentre In the Stars ci delizia le coclee già da adesso: ritmi garbati e archi da film noir settantiano forgiano la morbida cupola del nuovo singolo della Prochet, un pezzo dalle lyrics esili, ma dalla struttura abbondantemente farcita. Chitarrine che gorgogliano subacquee smorzando i riverberi in wah, la docile serpentina vocale che striscia sotto a questa mirrorball rispolverata (qualche anno fa) dagli Arctic Monkeys più eleganti e teatrali di The Car e il flusso psych pop che olia gli ingranaggi di questo carrozzone brillantinato dalle labili fattezze.
Una carezza calda, mutevole, d'altri tempi: dreamy, nel vero senso della parola.