Salta al contenuto
Magdalena Bay: Second Sleep
Abbiamo rispolverato il trench delle grandi occasioni
| Lo leggi in 2 minuti

Chiudere nuovamente gli occhi per sfuggire alla realtà.

In un mondo giusto e meritocratico, i Magdalena Bay avrebbero le chiappe poggiate su un trono paillettato incastonato tra le nuvole, venerati come simil-divinità della musica moderna. E invece, almeno in Italia, difficilmente li si sente nominare. Molto male: Mercurial World e, soprattutto, Imaginal Disk sono dei gioiellini di finissimo art pop difficili da dimenticare per chi, come me, si è lasciato fagocitare completamente dall'universo fiabesco affrescato in studio da Matt e Mica.

E proprio nell'istante in cui iniziava a farsi sentire la nostalgia di questi viaggetti, il duo droppa la doppia uscita: il morbidissimo art folk d'altri tempi di Star Eyes soffia delicatamente sulle guance, mentre la papabile hit Second Sleep ricostruisce da zero un nuovo castello di ologrammi e visioni, sfilandosi un po'dalla scia psichedelica che inebriava l'ultimo in studio per focalizzarsi maggiormente sull'orchestralità sgargiante.

Basso funkettone, synth che paiono ululare alla luna come organi hammond ribelli, le anime del soul e del pop che copulano calorosamente sotto l'occhio vigile del prog rock, onnipresente in background.

Un songwriting enorme, strumentali che paiono metter su la scenografia di un qualche strano remake (a mo'di musical) di Alice in Wonderland e una resa (quasi) teatrale che erutta dirompente da una stratificazione minuziosa: tutto ciò rende Second Sleep l'ennesimo film sonoro nel film sonoro dei Magdalena Bay.

Mica Tenenbaum e Matthew Levin sono dei fuoriclasse, ma forse non siete ancora pronti ad ammetterlo.

magdalena bay mica tenenbaum matthew levin 

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 6 persone!