Lo splendido eterno ritorno dell’uguale.
Da qualche parte, rintanato nel suo appartamento a Torpignattara, qualche metallaro portatore attempato di rughe avrà sentito il nuovo singolo dei Kreator, sentenziando fermamente "A dilla papale papale, sto pezzo me fá morì de pizzichi: è paro paro agli altri". Lo stesso, probabilmente, era tra coloro i quali durante i famigerati anni '90 si lamentavano dei cambi di direzione sonora intrapresa da Mille Petrozza e company, intenti a sperimentare pesantemente con altri generi. Ecco allora che ottimi lavori come Endorama, Renewal, Outcast e Cause for Conflict vengono ricordati dai duri e puri come mezzi fallimenti, rei di non essere pestoni come i precedenti.
La musica è arte, ma a un certo livello diventa anche mestiere: volete scapocciare? I Kreator sanno farvelo fare, e bene. Questa nuova Seven Serpents ha proprio quel fine: headbanging, corna alzate al cielo, ritornello melodico da cantare in coro ai concerti (meglio se ai mega-festival metallari), chitarre gemelle maideniane alternate a down-picking selvaggi. È qualcosa di nuovo? No. È fatto bene? Avoja. Passerà alla storia? Manco per sogno. La si canterà al prossimo live? Sicuramente. Se vi aspettate che Mille, alla soglia dei sessant'anni, vi ributti sul piatto un Pleasure to Kill o vi drogate o non lo fate abbastanza. Perché quando ha provato ad andare oltre gli schemi, tranne i pochi con le orecchie davvero aperte, i club sono rimasti deserti. Senza contare che, se un pezzo è riconoscibile dalle prime note, vuol dire che comunque la band ha un proprio stile ben definito, piaccia o meno, e lo stesso non si può dire delle migliaia di formazioni che hanno cercato di seguirne i passi.
Godersi quello che si ha, prendere coscienza che le ciofeche sono ben altre e che – al limite – se uno non vuole più ascoltare thrash teutonico ci sono innumerevoli altri generi diversi da esplorare può essere un primo passo per stare meglio con se stessi, ché ormai qui si pullula di critichini pure quando – come in questo caso – di criticabile (oltre a un senso di pilota automatico, vero, ma fortemente voluto proprio dalla fanbase) ci sia ben poco, se non il videoclip fatto con l'intelligenza artificiale (che ha già stancato ormai).
E bònanotte ar secchio.