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Gianluca Becuzzi: Rise and Falling
Rise or falling? Falling or rise? That is the question

Gianluca Becuzzi
Rise and Falling

| Lo leggi in 1 minuti

Un brano che sembra esistere come l’oscuro divenire dell’anno: inevitabile, oggi come allora.

Rise and Falling farà parte del nuovo lavoro di Gianluca Becuzzi, uno che da più di trent'anni ridisegna i termini di musica intensa e fosca, vergandola nero su nero e inglobando anche discreti pezzi di storia altrui. In questo caso sceglie Nero Kane, altro cowboy che ama girovagare sul lato oscuro, e insieme montano una discesa nel baratro mica da poco!

Figuratevi che a tratti sembra di ascoltare la We Will Fall degli Stooges, ma senza la parte sexy. Percussioni tribali, voci errabonde leggiadre come la pece, un senso di oppressione che ci ricade sulle spalle come la vita che non abbiamo mai voluto. Eppure ascoltandola si ha l'impressione di passare attraverso una parete, di riappropriarsi tramite il travaglio di qualcosa di realmente nostro, di cadere per i nostri sbagli e di rialzarci con le nostre forze. Una sensazione buia, intima, estremamente naturale. Ed è qui, nel baratro, che teniamo presente le linee di fuga, gli spazi e i refoli d'aria che Gianluca fa entrare nel brano: la calma dietro alle parole, una scarica di suono che ci arriva dritta addosso, ma che riusciamo a schivare scappando.

Un pezzo che trova il modo di impressionarci dandoci una scelta: finire sotto le macerie con lui oppure attendere American Requiem, album che crediamo potrà realmente spegnerci la luce sotto gli occhi, facendoci cercare (e forse trovare) la nostra via interiore.

gianluca becuzzi nero kane 

A proposito:

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