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Aerosmith & Yungblud: My Only Angel
Gli zii e il nipotino (acquisito, di forza)
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Può bastare solo l’attitudine?

Diciamoci la verità: ormai Yungblud – soprattutto dopo la partecipazione all'ultimo concerto di Ozzy Osbourne e grazie anche alla nemmeno troppo velata sponsorizzazione di Sharon – è diventato come il prezzemolo: lo si trova dappertutto. Sino a quel momento per il boomer rocchettaro medio era un signor nessuno, nonostante il suo crescente successo tra i giovani alternativi (a cosa poi?) che amano il pop vestito di rock. Ora invece sembra che il mondo abbia trovato in lui l'erede ideale del concetto stesso di rock and roll. Ecco, se da una parte indubbiamente il giovane inglese incarna bene certi stereotipi del genere (bello, tenebroso, impossibile, fisico da paura, pose ammiccanti, attitudine strafottente e glam ma all inclusive, rapporto diretto e schietto con i fan) qualcosa non torna. Sicuramente qualcuno sta spingendo quanto basta per farlo diventare il nuovo portavoce del rock, anche perché tutte le vecchie glorie ormai non hanno chissà quanti anni davanti e insomma il mercato deve continuare a fatturare.

In questa manovra di marketing infinita, dopo il duetto agli MTV Music Awards arriva a sorpresa questo singolo inedito dove il giovane se la gioca con nientepopodimeno che Steven Tyler e gli Aerosmith. Se dobbiamo semplicemente fare un'analisi del pezzo c'è ben poco da dire: nonostante il tutto abbia il pilota automatico, la canzone è piacevole, si fa ascoltare volentieri, è ben suonata e alla radio o su qualsiasi altro tipo di piattaforma potrebbe funzionare benissimo, piacendo sia ai giovani fan sia alla vecchia guardia che ci vede il passaggio di testimone tra due generazioni.

La realtà purtroppo è un'altra. Al netto di indubbie doti sceniche e attitudinali, quando è stato detto a Yungblud che per essere una vera rockstar come quelle di una volta bisognava avere degli aiutini, probabilmente lui o chi per lui ha capito male. Perché se è vero che negli anni d'oro solo per alzarsi dal letto a uno Steven Tyler qualunque servivano due piste di Polistil di bamba ma comunque riusciva a fare dei concerti memorabili, l'aiutino che usa il ragazzo (non solo in studio: un approfondimento ben fatto si può trovare qui) non si chiama più coca ma auto-tune. Ci troviamo quindi di fronte non all'erede del rock and roll, ma a una popstar (pur eccellente sotto moltissimi punti di vista) vestita da ribelle.

Se tutto questo in fondo in fondo non vi dà fastidio perché insomma "anche i Bon Jovi erano fighissimi", sicuramente My Only Angel diventerà una delle canzoni che più amerete in questa fine del 2025. Se invece siete ancora tra quelli che cercano la genuinità – perlomeno nel r'n'r – state attenti a non rimanere fregati.

aerosmith & yungblud 

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