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Whitney K: Something Strange
Sono un po' stanchino
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Strano ma vero.

Whitney K altro non è che il moniker dietro al quale si cela Konner Whitney, cantautore canadese che negli ultimi anni è riuscito a costruirsi un universo personale e unico, muovendosi attraverso riferimenti, etichette e mondi che hanno cementato una personalità unica, frutto di quanto raccolto, ascoltato ed elaborato negli anni.

Something Strange è il secondo singolo estratto dal suo ultimo album, Bubble, uscito per Fire Records. Album che è l'inizio della terza fase del musicista, dopo i suoi passati per Egg Paper Factory e Maple Death Records. Una costante crescita di pari passo con una maggior confidenza e autorialità nei suoi lavori, arrivati ormai al settimo parto.

Il brano è caldo, delicato e vivo: cantautorato che si apre chiamando a sé la psichedelia più colorata e aerea, il Lou Reed più libero e una capacità rara di rendere familiari ambienti bucolici. Strano è che tutto questo suoni come toccante nonostante non sia né nuovo né particolarmente originale. Sarà la personalità, il mood, l'incedere di Konner a renderci il suo racconto credibile? Oppure è l'amore, sentimento misterioso che di certo potrebbe essere qualcosa di più grande di lui («Something bigger than me»), capace di fargli sprigionare stelle dalle mani?

Difficile dirlo, c'è moltissimo in questo videoclip e in questa canzone: di certo quanto concepito da Whitney K per la musica, Josh Boguski e Nespy5euro per il filmato e le animazioni è un libero viaggio mentale. Un nice trip lanciato da uno strappo conclusivo che in meno di mezzo minuto prende letteralmente il volo e ci trasporta di forza in un mondo arcade, stordendoci e piazzandoci un sorriso enorme sul viso.

Bubble potrebbe essere una vera bomba, l'impressione è quella di essere alle prese con un talento libero di stupirci e di staccarsi da aspettative e ripetizioni.

whitney k konner whitney 

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