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Von Bingen funk.

Sono passati quasi mille anni dalla nascita di Hildegard von Bingen, donna che nella sua esistenza ha dato prova di carattere, talento, visione e cultura come poche altre, applicandosi in campi distanti fra loro dopo essere diventata monaca poco prima della sua adolescenza. Molto di quel che facciamo e utilizziamo oggi viene dai suoi spunti.

Quindi, si saranno chiesti i Lancasters (già autori di due album fra il 2019 e il 2023), perché non tributarla come si deve? Del resto è stata anche compositrice e di certo avrebbe apprezzato l’incedere caldo, scassato e sexy dei bresciani, che riescono a rinchiudere in poco meno di tre minuti e mezzo mondi che vanno da Jeff Beck a Frank Zappa agli Aerosmith.

Così immaginiamo la sagoma della monaca, ferma in copertina, mano destra alzata e un libro con i suoi codici aperti, a comunicarci attraverso lo scuotersi del corpo e un mucchio di note che si trasformano in un vero e proprio percorso. Inizia nell’Inghilterra degli anni ‘70, per poi passare attraverso il rock degli USA e sublimarsi nel funk più torrido. Potrebbe sembrare un enorme anacronismo, e invece no: è semplicemente un tributo rétro a una donna avanti secoli rispetto al suo periodo di vita. E le due presenze – anima e soul music – si ritrovano proprio a Brescia nel 2025. Confusi? Dubbiosi? Alzate il volume e ballate: di certo lo avrebbe fatto anche lei potendo.

the lancasters 

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