L’inverno è alle porte.
Se per vivere meglio bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno, allora la pandemia ha anche portato cose buone. È proprio nell'inverno del 2023 infatti che Stephan Salit (chitarra), Randy Gzebb (batteria), Jay Denton (basso) e Ria Aursjoen (voce e tastiere) cercano conforto l'uno nell'altro in una San Francisco ancora fortemente chiusa emotivamente – e non solo – a causa del COVID. E sarà la voglia di condividere qualcosa, sarà l'urgenza comunicativa del momento, ma l'alchimia scatta subito e i primi singoli (più un EP) escono a breve distanza l'uno dall'altro.
Ultimo tassello di questo mosaico in continua espansione è Hermine, uscita estiva che di summer vibes ha ben poco, ma cattura subito orecchio e cuore di tutti gli amanti di quell'American goth figlio dei Requiem in White e dei Mephisto Walz. Chitarre liquide, atmosfere sognanti, voci sussurrate ed evocative per un brano sì ballabile, ma che è fatto soprattutto per essere ascoltato e vissuto.
Gli orfani dei Faith and the Muse (a proposito, William Faith dietro al mixer – verrebbe da dire ovviamente dopo aver sentito i suoni) potrebbero trovare conforto infinito negli Octavian Winters. Siete avvertiti.