Auto esplosive e funk storto.
Probabilmente la casa discografica avrà inanellato una prolifica successione di bestemmie quando Cameron Winter, frontman dei Geese, ha deciso ingenuamente di leakare, con una settimana di anticipo, il nuovo singolo durante uno dei suoi live streaming. Eppure non si può non perdonare il nostro amato capellone americano: uno perché, per l'appunto, è il perno di una delle nostre band preferite, due perché anche da solista è un fuoriclasse assoluto – eh sì, Heavy Metal è un gran disco... di folk alternativo.
Quindi, cara Partisan, niente di troppo grave: Trinidad è finalmente tra noi ed è... beh, ve lo diciamo all'inglese: weird! Non che i Geese ci abbiano abituato al contrario: se in Projector parevano ancora scolaretti della crank wave con diversi spunti di ingegnosità fuori dal comune, 3D Country li ha consacrati totalmente all'art rock più colorato, effervescente e inconsueto, sintomo di una personalità strabordante che poco si adatta alle strettezze di una ben precisa categoria.
Se le chitarrine e le movenze tribali di Taxes fabbricavano il vincolo al sophomore, Trinidad, ultimo estratto del prossimo Getting Killed, è cento volte più strambo. Striscia con le movenze sconclusionate di un vermicello in punto di morte, tra accennati rigurgiti funky e percussioni che vanno un po'dove vogliono, assecondando il monologo folle di Winter che è un climax di immagini distorte («My son is in bed / My daughters are dead / My wife's in the shed / My husband's burning lead») culminante nel prossimo – ve lo assicuriamo – anthem in sede live: «There's a bomb in my car!» è il fil rouge lirico attorno a cui si attorciglia questo rampicante nutrito ad alt rock e noise che, come suggerito simpaticamente da un utente su Reddit, non è di certo un pezzo da pompare in auto quando si è di passaggio vicino a una scuola.
Jokes aside, cosa aspettarsi dal prossimo album dei Geese? Nulla, credetemi, che poi si gode il doppio.