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Gaerea: Submerged
Zara, collezione autunno/inverno
| Lo leggi in 2 minuti

Occultismo lusitano patinato.

Sorpresa, sorpresa! I Gaerea hanno deciso di macchiare il loro black metal con tinte emo-core ancora più spinte, come se la nuova mamma Century Media avesse imposto un abbonamento a Spotify Wrapped 2010. Il risultato è un singolo che suona più come un esperimento da laboratorio di "cosa succede se mettiamo i blast beat sopra un ritornello in stile Linkin Park?" che come una dichiarazione artistica. Il problema non è la contaminazione in sé (ormai il black metal ci ha abituato a ben altro), ma la sensazione che qui la band stia provando troppo a piacere. E il fatto è che ci riesce, perché in effetti ci piace.

Co-prodotto con Miguel Tereso, il pezzo ha tutto l’arsenale Gaerea: drammaticità, riff a muro, grida disperate. Ma questa volta è come se lo sgomento fosse stato passato attraverso un plugin di "emozione universale". Dove prima c’era una tensione claustrofobica, ora c’è una patina di melodia tanto levigata che sembra pronta per un montaggio di trailer Netflix. Il video, con la solita figura anonima che affoga nella propria metafora, è l’ennesima variazione sul loro immaginario: bello, cupo, cinematografico. Le carte in regola per fare il salto di qualità commerciale ci sono tutte. "In barba alla nicchia" avranno detto entrando negli uffici della nuova label, etichetta che forse, qui, ha fatto davvero un bel colpaccio.

Tutto già visto e sentito, ok. Ma una volta che si assapora la potenza che dal vivo i portoghesi mettono in gioco si capisce come questa Submerged sia l'anteprima di un disco che andrà sicuramente là dove il (giovane) pubblico chiede. E piuttosto che trovarci l'ennesimo clone dei Batushka, meglio così. Poi ovviamente ci sarà anche chi si chiederà se non sia davvero arrivato il momento in cui Gaerea si sono trasformati nei My Chemical Romance dell’occultismo lusitano. E forse è proprio questo il nodo: Submerged è troppo calcolata per risultare devastante, troppo pulita per risultare sporca, troppo melodica per sembrare disperata. Affonda, sì, ma non in un abisso oscuro: più in una vasca idromassaggio a lume di candela. Alla fine, però, resta comunque un singolo ben costruito e ascoltabile, il che è già per metà una vittoria. Se poi lo si immagina live, meglio ancora.

gaerea 

A proposito:

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