Una bolla temporale viscosa e colorata.
Difficile dire come sia comparso Cosimo Querci. Per ora sappiamo poche ma importanti informazioni: toscano di nascita, attualmente a Torino, nelle valli dell'Aventino si è preso il tempo per registrare insieme a Walter Bellini ed Enrico Corsi alcune tracce che andranno a comporre il suo album d'esordio, dal programmatico titolo Rimane.
Qui e ora abbiamo Manina nera: un tamburello che apre la porta a una lieve batteria, prima che il suono dei synth instradi il brano in un incedere afro-krauto. La voce di Cosimo sembra un'eco che utilizza le frasi come incisi ipnotici. È musica pop, colorata, completamente fuori dal tempo e dedita a una perdizione psicofisica, a una fuga attraverso i suoni degli strumenti e delle parole: «Come vuole lo sai, cosa pensi di dirmi ormai / Come vuole lo vuoi, cosa pensi di farmi?».
Impossibile avvicinarlo a qualcuno, stilisticamente o a livello di suono. Benissimo dunque ha fatto Quindi Records a foraggiare il suo esordio, al quale ci avvicineremo ancora inebriati da questo bel singolo, con un dubbio nella mente.: ma se tutto questo fosse stato in realtà inciso nel 1973 non avrebbe avuto maggior senso? Perché nel 2025 qualcuno dovrebbe andare in questa direzione, esplorare certi suoni, cercare attenzioni del tutto inimmaginabili? Non è cosa, oggi si ascolta altro ed è difficilissimo che questo smuova più di un paio d'orecchie per l'ascolto. Ma se invece fosse proprio così? Forse Cosimo Querci è solo il primo di una schiera di musicisti che riporteranno la musica pop italiana all'interno di un caleidoscopio autocostruito, in grado di trascendere una realtà trasportandoci nel loro mondo immaginario.
Potremmo seriamente voler raggiungere quell'orizzonte, lanciarci attraverso i verdi colli pur non conoscendo le risposte alle domande che Cosimo Querci ci pone. Potremmo farlo proprio per quello, per capire insieme, godendo di una musica che sembra essere in grado di risolverci e smuoverci.