L’eterno viaggio nell’infinito cosmo di un genio.
In un mondo giusto, non dovremmo stare a discutere su chi ha ragione o meno in Ucraina o in Iran: semplicemente non dovrebbero esistere le guerre e ognuno dovrebbe capire che servono a ben poco. Vi ricordate il film WarGames e il suo finale? Ecco, appunto.
In un mondo giusto, non dovrebbe esserci bisogno di movimenti e manifestazioni LGBTQ+: semplicemente ognuno dovrebbe farsi i fatti propri e smetterla di nascondere le proprie insicurezze e debolezze dietro al dito puntato verso il prossimo. Che se uno ha bisogno urgente di un chirurgo mica gli si chiede prima cosa fa a letto e con chi, no? Ecco, appunto.
In un mondo giusto, Michael Cashmore dovrebbe essere riconosciuto come uno degli artisti/musicisti più brillanti della sua generazione, con collaborazioni e album che hanno lasciato un segno profondo in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di approcciarlo. Cioè, uno che nella sua vita ha pubblicato qualcosa come Beauty Reaps the Blood of Solitude avrebbe sì diritto a un vitalizio, altro che pornostar e attricette di casa nostra.
Torna oggi con un album strumentale in uscita ad agosto da cui è tratta questa The Ninth Circle Beyond the Sun, ed è innegabile che – nonostante il passare del tempo – la magia sia rimasta intatta. Eterea e impalpabile, tra sogni alla Tangerine Dream e visioni figlie dei Neu! meno ostici, è la colonna sonora che descrive il Cashmore di oggi, più adulto, meno sanguigno ma assolutamente ispirato e motivato, con uno spiccato senso di empatia sonora in continua espansione. Il formato fisico ultralimitato (300 copie in CD) è un feticcio che deve far parte della collezione di chiunque ami trovare nelle note qualcosa che vada oltre il semplice concetto di forma canzone fine a se stessa, pratica che da sempre ha permeato la carriera artistica di Michael. Da avere.