Miliardi di mondi esistono ancora.
Se c’è una band che oggi incarna al meglio lo spirito indie e twee pop di fine '80 e inizio '90, sono i Jeanines. L'ex duo di Brooklyn formato da Alicia Jeanine e Jed Smith (ora trio dopo aver integrato permanentemente la turnista Maggie Gaster), conferma la sua maestria nel padroneggiare questo linguaggio musicale con il suo terzo album, How Long Can It Last, uscito lo scorso 27 giugno. A pubblicarlo, una doppia garanzia per cultori del genere: la storica Slumberland e la britannica Skep Wax, etichetta fondata da Amelia Fletcher e Rob Pursey degli Heavenly. Un doppio imprimatur non da poco come sa bene chi mastica il genere!
How Long Can It Last non si discosta dalla formula tradizionalmente seguita da Alicia e Jed di cui hanno dato prova di essere abili alchimisti: brevi, a volte brevissimi brani pop minimali fortemente orecchiabili e ritmati, in cui a melodie bucoliche e giocose si fondono testi spesso cupi e melanconici. In questo senso, il brano di apertura, To Fail, costituisce una dichiarazione d'intenti. La canzone ruota intorno a un riff di basso che sa di Merseybeat, arricchito via via da una chitarra jangle impeccabile e, nei ritornelli, da un violoncello che regala un tocco drammatico quasi à la Belle and Sebastian. Sotto questa elegante architettura twee, Alicia racconta con apparente leggerezza il senso di spaesamento dopo un fallimento sentimentale. Le sue coordinate emotive collassano («The path, it fades away»), lasciandole una sola via d’uscita: «stray», ovvero deviare dalla norma, liberarsi dallo sguardo altrui e ritrovare sé stessa, in un altrove autentico e finalmente libero.
In questo senso, la domanda ripetuta come un mantra nel ritornello («Is it okay to fail?») è in realtà retorica: il fallimento, in To Fail, non può essere evitato: è già avvenuto. L'unica possibilità che ci rimane, per non crollare, è abbracciarlo – e con esso le infinite strade alternative che si aprono davanti a noi.
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