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Perché le vere bestie camminano su due gambe.

Diffidate sempre di chi non ama gli animali. Quelli a cui gatti e cani fanno schifo perché (OMG!) fanno la cacca o perdono il pelo. Quelli che ogni volta in cui ci sono discorsi riguardanti la società e i suoi lati negativi non perdono occasione per infilarci gli amici a quattro zampe, colpevoli a dir loro del rincoglionimento delle masse e del calo delle nascite. Diffidate di loro, perché tendenzialmente dietro questo odio ingiustificato si nasconde una scarsa propensione all'empatia, alla cura del prossimo, un giudizio che scavalca il sentimento e una saccenza che affoga l'umiltà del voler imparare dalla vita e dagli esseri viventi, giorno dopo giorno.

Jah Wobble ama gli animali, fortemente, e non si vergogna a dirlo a tutto il mondo. Questa sua Tyson è dedicata al suo cane, recentemente scomparso, e ha voluto ricordarlo come meglio gli viene: con una canzone. Muovendosi ovviamente in territori a lui affini (il post-punk immerso nella dub più acida e ipnotica), Wobble tesse le trame per una mini-suite malinconica e impalpabile, eppure tremendamente terrena: il suo tocco inconfondibile è il perno attorno il quale fluttuano riverberi ed echi. Un ultimo saluto con gli occhi lucidi verso un amico più fedele di buona parte dei bipedi incontrati in una vita intera.

Commovente e schietta, senza troppe lagne da emoticon grottesche e GIF imbarazzanti, Tyson è – artisticamente parlando – la conferma di una carriera sempre di spessore, che andrebbe riscoperta soprattutto da coloro che si limitano al suo apporto fondamentale sui primi due imprescindibili album dei Public Image Ltd. Lunga vita.

jah wobble p.i.l. 

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