Gli effetti del tirare una striscia sbagliata
Quando uscirono i White Stripes sembrò che la formazione a due batteria/chitarra e voce fosse una super novità, della serie less is more e tiriamo fuori tutto il possibile da ciò che abbiamo. Bene, se Meg e Jack White erano musicalmente bianchi, qui siamo all'opposto e le strisce sono inevitabilmente nere.
Voce femminile strappata dalle corde vocali, chitarra ipersatura su tutta la linea, batteria che in un minuto suona più roba del duo di Detroit di cui sopra in tutta la discografia, gli Ick con I Smell Pigs sono qui per fare piazza pulita di tutto e tutti, senza sconti. I californiani cancellano completamente dal loro pentagramma melodia e soluzioni easy a favore di un assalto sonoro malato e brutale, un matrimonio disfunzionale tra il crust punk e l'hardcore più oltranzista, assolutamente politically incorrect, di quelle cose che odorano terribilmente di lo-fi e DIY, per le quali sarebbe impazzito Kurt Cobain facendone pure una cover da infilare in un 7" prima di finire in un ipotetico seguito di Incesticide.
Gli Ick difficilmente passeranno alla storia, così come è molto improbabile che andranno a finire headliner al Download o al Primavera, ma lo sanno bene e probabilmente se ne sbattono altamente, come è giusto che sia. Non resta che alzare il volume, magari andando a ripescare la loro (breve) discografia.