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Ho99o9: Upside Down
Catene? Solo se fanno rumore
| Lo leggi in 2 minuti

Ribalti il paradiso e puff… ti ritrovi di nuovo negli anni Novanta.

Qualcuno se li ricorda i God Lives Underwater? Un bel gruppo sottovalutato della scena Nineties che mischiava gli Alice in Chains con un filo di elettronica e dub. C'entrano qualcosa con questo articolo sugli Ho99o9? Forse no, ma il nuovo singolo Upside Down me li ha ricordati parecchio. E mi sembrava un buon modo per introdurre un pezzo che sicuramente farà la felicità di chi dai cari e vecchi Novanta non se ne è mai andato per davvero.

Fortuna per lui che in gran parte del mondo della musica (e non solo) si sta assistendo a un vero e proprio revival di quella decade. Il singolone nuovo dei losangelini ex newjerseyani è una vera e propria fusione di tutte le influenze che la band si è portata in saccoccia da quegli anni: sperimentale, hip hop, rock digitale, industrial, hardcore, punk futuristico e techno eccentrica. E ci dà subito l'impressione che questa cosa funzioni ancora dannatamente bene.

«Quando abbiamo iniziato questo processo, sapevamo di voler creare canzoni più comprensibili», afferma theOGM. «È stata una sana sfida concentrarsi sulle emozioni. In passato, gran parte del nostro materiale aveva una forte connotazione politica. Questo elemento è presente in una certa misura, ma volevamo intraprendere una strada più personale. Questa mentalità ha guidato il modo in cui abbiamo scritto le canzoni. Tutti combattono una loro lotta. L'obiettivo è trovare la motivazione per la conservazione».

Il brano arriva accompagnato da un video distopico ambientato in un mondo in cui lo yuan cinese è la valuta mondiale e l'acqua è diventata una merce del mercato nero. Distopico… ma tremendamente dietro l'angolo: così sembrano dirci theOGM e Yeti Bones. Estetica ovviamente figlia del solito periodo e produzione moderna, ma sempre reminiscente delle grandi saturazioni delle big band di quegli anni.

Gli Ho99o9 non sono certo un gruppo uscito ieri, eppure quindici anni di attività sembrano ancora pochi per cogliere appieno ciò che i due ragazzotti di Newark stanno ricordando a quelli come noi. La fine è ancora una volta vicina. E i suoni sono quelli che ci piacciono di quando già ce lo raccontavano.

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