Gente allegra Dio l’aiuta.
Prendere le cose con leggerezza a volte è l’unico modo per superare le asperità della vita. Ma se nella musica questo modo di essere è a volte sinonimo di superficialità, il duo australiano Royel Otis è qui per ricordarci che, come suggeriva lo scultore Constantin Brâncuși, «la semplicità è una complessità risolta».
Moody in questo senso è una canzone pop semplice e brillante, a cui non servono particolari artifici per arrivare a imprimersi con decisione nell’orecchio dell’ascoltatore, se non una struttura sonora basata su voce e chitarra, un ritornello coinvolgente e sonorità che richiamano il britpop degli anni Novanta. La scrittura, tagliente e ironica, riporta a dinamiche di coppia in cui molti potranno identificarsi. È un colpo che va a segno così come per la maggior parte delle produzioni della band: i Royel Otis sanno quali nervi toccare e lo fanno con abilità, efficacia, stile e una dose di allegria che cammina sempre accanto a un’ombra di malinconia.
Sembra semplice ma non lo è, ed è proprio qui la loro forza: saper sottrarre invece di aggiungere, essere essenziali, pop ma non banali, e trovando in questa leggerezza una nuova profondità emotiva.